Virtualbazar per i “vecchi valori” del web

In attesa dell’ arrivo dei nuovi articoli promessi e della apertura ufficiale del nuovo sito, approfitto per parlarti di un argomento magari un po’ generico e solo apparentemente poco inerente ad un sito di e-commerce, ma, a ben vedere, in funzione del quale virtualbazar.it ha basato il proprio crescente successo.

Partiamo da un fatto che forse non in moltissimi sanno: Google Inc., proprietaria del celeberrimo motore di ricerca, ha acquisito qualche anno fa il quasi altrettanto celebre motore di ricerca video youtube, ma questo risulta essere tuttora il suo unico ramo in perdita.

Ora: non voglio e non posso in questa sede dilungarmi in discorsi troppo specialistici, ma in massima sintesi ti posso dire che la mia opinione è che questa prima clamorosa falla presa da Google (che, non dimentichiamolo, ha positivamente rivoluzionato il web sotto tanti aspetti) sia dovuta al fatto che questa azienda, in quell’ operazione, ha in qualche modo “tradito” i suoi valori originari, che poi erano i valori originali dei “pionieri” del web.

Mi spiego meglio: uno dei valori fondanti del web, che purtroppo ultimamente sta venendo troppo spesso a mancare, è la comunicazione bidirezionale, o meglio multidirezionale. Vale a dire: non più, come con i vecchi media, un messaggio imposto dall’ alto con la sola facoltà dello spettatore di subirlo, bensì la possibilità di cercare, trovare, accettare o rifiutare, condividere ed eventualmente modificare il messaggio.

La singola persona è(ra) quindi vista dal web e da chi ci opera non più come facente parte di una massa passiva da imbonire (nel caso della comunicazione pubblicitaria ma non solo…), bensì come elemento razionale proattivo, critico e discernente.

Ecco che quindi io e i miei soci, entusiasti di questa nuova “filosofia comunicativa”, non potevamo basare la nostra attività imprenditoriale su modelli vecchi e da sempre da noi mal digeriti come spot televisivi, televendite, catene di Sant’ Antonio e cose del genere.

Avevamo capito che con il web  si poteva e doveva dare alla singola persona ciò di cui stava veramente andando in cerca (o al più aiutarla a capire cosa cercava, che problema doveva risolvere), e non era più tollerabile interromperla, irrompere nella sua vita per imporre dall’ alto un nostro messaggio, nella fattispecie “consigliare caldamente” un nostro prodotto (insomma, secondo l’ odioso modello pubblicità che interrompe film).

Oltre ad essere, diciamolo pure, più etico, questo modello ci consentiva anche allo stesso tempo di contenere i costi, eliminare vari passaggi commerciali superflui e razionalizzare il processo distributivo, a tutto vantaggio (nel nostro caso sì, ma non sempre: dipende dai margini commerciali che l’ impresa decide di tenere per sè!) del cliente finale, che si trova in un colpo solo a poter acquistare proprio il prodotto che desiderava e per giunta ad un prezzo nettamente ma proprio nettamente inferiore ad un analogo prodotto proposto tramite televendita, spot televisivi, catene di Sant’ Antonio e quant’ altro. Oserei dire: una vera e propria rivoluzione!

Rivoluzione di cui, chiaramente, non siamo stati certo noi di virtualbazar a porre le basi perchè avvenisse, chiaro, ma posso dire senza patema di essere smentito di esser stati fra i primi, in Italia, a renderla pienamente integrata e coerente con la nostra filosofia aziendale e, cosa che non guasta, profittevole, per i clienti e per noi, che non siamo ente di beneficienza ma nemmeno ci riconosciamo nel cinismo di numerose aziende.

A questo punto sarà chiaro anche a te il perchè a mio avviso Google ha gestito male youtube: mentre nel suo validissimo motore di ricerca, seguendo i dettami dei “pionieri”, ha permesso a tutti, con un minimo di pratica, di trovare autonomamente un prodotto che si stava cercando (o la risoluzione di un problema o di una curiosità), il tutto in maniera molto intelligente, assolutamente non invasiva e, appunto, “trainata” dall’ utente, youtube dovrebbe invece vivere su dei link pubblicitari fortemente “suggeriti” (“imposti” sarebbe dire troppo, obiettivamente) nel mentre si guarda un video.

E tutto ciò all’ utente richiama troppo alla mente il “vecchio modello” dei media classici da cui, almeno su internet, vorrebbe sfuggire, e di conseguenza, giustamente, non clicca e quindi non ripaga gli investimenti di Google in quel motore.

Intendiamoci: purtroppo questo obbrobrio non lo sta facendo solo Google (pensiamo per esempio a come ormai in tantissimi siti la nostra navigazione sia continuamente disturbata da banner pubblicitari invadenti, incoerenti con la ricerca dell’ utente e cose simili), ma il fatto che un’ azienda di tal portata economica ma anche, consentitemi, in un certo qual senso filosofica, sia caduta in un errore del genere fa parecchio pensare e non sperare benissimo per il futuro di certo web, un web che vorrebbe in questi casi disperatamente recuperare, anzi direi proprio riesumare dei modelli comunicativi e soprattutto etici che ormai l’ utente medio del web (e noi di virtualbazar.it con lui più che mai) vorrebbe vedere, almeno in internet, definitivamente sepolti.

Nessun commento ↓

Non c'è ancora alcun commento per quest'articolo... forza, dì la tua!

Lascia un commento