La regola del buon senso: deve valere anche per il consumatore

Ieri in questo articolo ti accennavo a quella che si potrebbe chiamare “regola del buon senso” e che dovrebbe valere per ogni produttore/rivenditore/commerciante, più in generale per ogni imprenditore. Sostanzialmente: ci sono delle furbate che pagano subito, come l’ aumento sconsiderato dei prezzi dopo l’ euro o la loro sostanziale invarianza nonostante i forti cali dei costi dovuti alla globalizzazione.

Ma queste furbate, nel lungo periodo, sono convinto si riveleranno un boomerang per l’ immagine e la credibilità delle aziende (anche e soprattutto famosissime) che le hanno adottate. Perchè? Perchè il buon senso dice che non puoi continuare per anni a prendere in giro delle persone che, anche e soprattutto con l’ aiuto di internet, si rivelano sempre più informate e consapevoli.

Insomma, una strategia solo apparentemente furba, ma in realtà assai miope.

Però, a volte, debbo ammettere che questa mia convinzione subisce dei forti scossoni. Soprattutto quando vedo che c’ è gente che preferisce ancora comperare un prodotto in televendita, e magari addirittura domandano a te, che hai un prodotto anche di qualità migliore ma che ovviamente costa meno, se il motivo di questo prezzo minore sia da ricercarsi in una scarsa qualità…

Stesso dicasi per chi preferisce comperare i prodotti da “catena di S. antonio”, quelli in cui viene il commerciale a farti la dimostrazione in casa e magari ti fa quello sconto lì proprio perchè gli sei simpatico, e se lo facesse con tutti la sua azienda si ridurrebbe alla fame, poverini.

E tanti ma tanti esempi del genere si potrebbero ancora fare.

Ebbene, a volte, in maniera forse un po’ drastica, mi viene da chiedermi:

possibile che in pieno 2008 ci siano persone che non hanno ancora capito come gira il mondo su queste cose? Possibile che ci siano ancora persone che preferiscano pagare il doppio o il triplo del giusto valore di un prodotto con l’ unico effetto di sorbirsi nel prezzo anche gli onerosi costi pubblicitari e/o dar da mangiare LAUTAMENTE a lunghe ma insensate catene commerciali?

Insomma, vuoi un prodotto che sia buono ma pagato il GIUSTO o vuoi fare beneficenza? Beh: io preferisco farla a chi ne ha sul serio bisogno. Non so tu.

Ma Sant’ Iddio, non è forse evidente che se io compero un prodotto a 150 quando in internet posso anche trovarlo a 50 la stragrande maggioranza delle volte non è l’ azienda di e-commerce che ti sta imbrogliando o ti sta vendendo un prodotto scarso ma è l’ azienda dai molteplici passaggi commerciali che non te la racconta del tutto giusta convincendoti che quella che paghi è solo la qualità del prodotto?

Ecco: scusa il gioco di parole, ma evidentemente non è evidente.

Però, come dicevo prima, probabilmente sono io ad essere un po’ drastico: non posso pretendere che, dopo decenni di “lavaggio del cervello”, l’ avvento di internet cambi tutto in pochi anni.

Eppure resto convinto: ormai sempre più gente è informata sul valore REALE di un prodotto e quale sia un ottimale rapporto qualità/prezzo, e il gioco delle 3 carte ha i giorni contati. E ciò mi dà forza, perchè questo lento ma costante e inarrestabile (a meno di provvedimenti anti-democratici) aumento di consapevolezza non può che favorire aziende come la mia.

Però, che devo dirti, mi piacerebbe che ciò avvenisse in tempi ancora più brevi. E non sarebbe mica difficile, eh: basterebbe solo che, prima di fare un acquisto, ognuno usasse un po’ di vecchio sano buon senso. Secondo te è chiedere troppo?

1 Commento ↓

#1 Gli stadi di filtrazione degli impianti ad osmosi inversa — IL BLOG DI VIRTUALBAZAR il 24/6/2008 alle 17:27

[...] Di comportamenti simili ho parlato anche in altri articolo, fra cui questo. [...]

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