Stavolta voglio posticipare le premesse e partire subito dalla mia risposta (ovviamente discutibile), a beneficio di chi non avrà voglia di leggersi tutta la trattazione: NO, nella stragrande maggioranza dei casi NO.
Ma vediamo ora un po’ meglio il discorso.
Innanzitutto, cosa si intende per dropshipping? Potrai trovare ovunque decine di definizioni esaustive, quindi mi limito a dirti che è una pratica commerciale con la quale un’ azienda vende (soprattutto online) prodotti di altre aziende occupandosi solo ed esclusivamente della vendita e saltando quindi i processi aziendali di eventuale produzione, acquisto, stoccaggio e logistica, finanza, assistenza tecnica e post vendita.
Cioè: io mi limito a vendere il tuo prodotto e tu mi paghi una commissione per averlo venduto.
Detta così sembrerebbe una panacea: rischio imprenditoriale praticamente azzerato e costi molto contenuti.
E infatti, inseguendo questo miraggio, moltissime persone si son “buttate”, soprattutto nell’ e-commerce, all’ avventura.
E-commerce, commercio elettronico, per l’ appunto. Mai come in questo caso croce e delizia. Delizia perchè per avere una buona visibilità, se sei bravo bastano pochi euro a vendita. In pratica hai la prospettiva di metterti in proprio investendo qualche spicciolo: wow!
Ok: abbiamo visto che quello che è il dilemma per molte aziende, cioè farsi trovare da chi cerca il loro prodotto, per te che sei furbo e conosci bene il webmarketing diventa l’ ultimo dei problemi. Benissimo.
A questo punto, però, sei partito dal tetto della casa: sai come vendere, ma forse non ti sei ancora preoccupato di COSA vendere. Ma anche qui, se sei un tipo volenteroso e coriaceo, non sarà un problema: instaureerai tutta una serie di contatti e qualche fornitore disposto ad avere qualche vendita in più grazie a te lo trovi di sicuro.
Ma allora mi son bevuto il cervello quando ho subito risposto “no” alla domanda che dà il titolo a questa “guida”? Beh, aspetta a dirlo. Forse non sai ancora, ma te lo dico io, che su internet un buon 70% delle transazioni avviene con un primo margine ((prezzo di vendita-costo d’ acquisto)/prezzo di vendita) inferiore al 30%.
Beh, in fondo anche questo non è un problema: non hai nessun costo d’ acquisto. Ma qui, come si suol dire, casca l’ asino. Perchè il costo d’ acquisto ce l’ ha, eccome, il tuo fornitore/partner di drop ship.
E non penso proprio che sia disposto a passare a te buona parte del suo margine, dato che lui, essendo un’ azienda che si occupa anche delle altre funzioni che ti dicevo prima, se non è pazzo o non gli stai proprio simpaticissimo, deve tenersi un margine adeguato per compensare il rischio imprenditoriale e i costi inerenti alle altre aree aziendali, che non sono pochi.
Cosa succederà, allora a questo punto? La faccio breve: sostanzialmente 2 ipotesi, nessuna delle quali troppo lusinghiera.
1) Calcolerete un prezzo di vendita dal quale sia tu che lui potrete guadagnarci il giusto: peccato che in questo caso avrete un buon 90% di possibilità che il prezzo così calcolato sia totalmente fuori mercato per gli standard dell’ e-commerce (è risaputo l’ italiano medio accetta il “rischio” di comprare in internet se fa ”l’ affare della vita”…) e l’ inserzione andrà invenduta, per settimane e settimane…
2) Il fornitore ti passerà se va bene un 10% di margine, che tu andrai a riversare interamente a google in banner pubblicitari e/o altre forme promozionali su google o altre piattaforme.
Insomma, avrete creato una perfetta macchina che gira a vuoto: complimenti! Alla faccia della moda (perchè tale è ingiustificatamente diventata ultimamente) del drop shipping! E fai molta attenzione, perchè quando iniziano a circolare paroloni come questo senza una sostanziale base statistica che faccia da supporto c’ è sempre chi ci guadagna a spese di altri. Chi ha orecchie per intendere…
Ovvio, ci sono le eccezioni: se hai la fortuna di trovare qualcuno talmente disperato che deve assolutamente liquidare il magazzino ed è talmente contento che lo aiuti a farlo da passarti un buon margine anche se lui va ampiamente sottocosto, allora puoi fare qualche buon affare. Ma non è sempre domenica, però…
Oppure, altro caso in cui tutto sommato il dropshipping potrebbe essere la tua veste ideale è quello in cui lo fai come “dopolavorista”, (ma proprio come hobby!) e ti accontenti di guadagnarci quei 2-300 euro al mese, ma se ti va molto bene. Tieni conto che poi, in teoria, dovresti anche pagarci le tasse sopra…
Ah, poi c’ è sempre quel 30% di vendite che viene eseguito con margine superiore al 30%, e magari potresti prenderci dentro anche tu: beh, mi spiace di deluderti ancora, ma si tratta quasi esclusivamente di marche molto note, che solitamente non danno la possibilità di essere vendute online dall’ ultimo arrivato.
Insomma, ascolta il consiglio di un cretino (io): molto guadagno e basso rischio e investimento non vanno d’ accordo, sono praticamente un ossimoro. Se qualcuno ti ha lusingato a credere il contrario, sii molto ma molto diffidente.
E soprattutto fatti mostrare un po’ di DATI, di NUMERI REALI (non solo chiacchiere quindi), come dovrebbe fare ogni imprenditore (o aspirante tale) avveduto.
6 Commenti ↓
[...] O forse per qualche strampalato discorso che gira sul dropshipping, in cui ho detto la mia su questo articolo. [...]
Purtroppo, in una fase di cancellazione del purtroppo numeroso spam che ci ritroviamo spesso e volentieri, è stato inavvertitamente cancellato anche questo commento del sig. Andrea (che è stato recuperato via mail), che giustamente riporto, anche onde evitare che si pensi che qui si fa censura, cosa che personalmente aborro:
Ho letto il suo articolo e sono d’accordo con alcuni punti, mi sembra però troppo tragico ed apocalittico il suo discorso e troppo generalista perchè bisogna aver provato realmente tutte le possiblità e le varie aziende che offrono questa forma di collaborazione, cosa che non credo lei abbia fatto. Le parlo in qualità di rappresentante di una azienda che offre un servizio dropship completo, con tanto di file di aggiornamento in formato csv o excel con riferimenti alle foto ecc…e che offre un ventaglio di oltre 7000 prodotti. Le nostre condizioni chiare e il supporto tecnico e commerciale che offriamo, restando sempre in contatto con il cliente, sono il nostro punto di forza…le percentuali di ricarico sui prodotti offerti sono oltre la media perchè il nostro ruolo non è solo di distributori ma funzioniamo come un gruppo d’acquisto, con tutti i vantaggi che da questo sistema si possono avere…tenete conto in ogni caso che in fin dei conti non avendo un magazzino si può concentrare il proprio investimento per la creazione dell’attività su un sito ben costruito e sulla promozione. Per esempio un ottimo sistema per vendere è Ebay, sicuramente, bisogna sapersi ritagliare una nicchia di mercato ed accontentarsi all’inizio di margini ridotti, per poi acquisire una certa sicurezza sulle proprie linee di prodotto e magari caricare davvero il proprio magazzino spuntando dei prezzi più aggressivi ed aumentare i guadagni. Il dropshipping, in fin dei conti, può essere un’ottima piattaforma di lancio per creare e far crescere un’attività onesta e innovativa. Come in ogni settore o attività,bisogna sapersi scegliere i partner e saper sfruttare tutte le occasioni che si presentano, senza farsi abbagliare da falsi miraggi o dalla voglia di trovare la gallina dalle uova d’oro. La nostra azienda ha sperimentato sulle sue spalle questi meccanismi e li conosce alla perfezione ed oggi può offrire un servizio ben articolato e completo che non tutti i suoi concorrenti riescono ad eguagliare.
Concludo dicendo che bisogna rischiare qualcosa per ottenere qualcosa…
Vi saluto cordialmente
Ciao, ho letto con interesse questo articolo perché da esperto SEO e web marketing sto facendo una ricerca su quali sono i più blasonati sistemi per fare soldi online e quali, tra questi, funzionano veramente.
Sono assolutamente d’accordo con te quando scrivi queste parole: “molto guadagno e basso rischio e investimento non vanno d’ accordo, sono praticamente un ossimoro. Se qualcuno ti ha lusingato a credere il contrario, sii molto ma molto diffidente”.
Però voglio dirti una cosa: saper dare visibilità ad un sito non è solo investire soldi in PPC, CPV, liste di email, online adv ecc. ecc…Un buon SEO sa bene (e lo fa per professione) che un sito/prodotto/brand acquista grande visibilità anche e soprattutto attraverso il posizionamento organico nei motori di ricerca, sfruttando tutta una serie di tecniche che fanno appunto parte di questa attività.
È chiaro che la chiave sta nel scegliersi le giuste nicchie di mercato. Perché se un prodotto vende a 10 persone al giorno, puoi stare sicuro che quei 10 clienti saranno sempre li presenti e non potranno far altro che crescere (salvo crisi, svalutazioni, trend ecc., ma questo vale in qualsiasi caso di business).
In questo caso io devo metterci poco tempo e sforzo per dare visibilità a quel sito/prodotto/brand, oltre a non dover investire su campagne di web marketing. Così anche un eventuale misero 10% diventa un entrata utile e dunque un guadagno.
Ovvio, non è per tutti.
Ciao AleCss e grazie per il commento. Chiaramente il mio articolo voleva dare degli spunti di riflessione e non voleva essere una universalizzazione dell’ argomento, nè tantomeno una trattazione esaustiva. Però potrei dirti che a mio parere ti sei risposto da solo: non è per tutti. E, aggiungo io, è anzi per pochissimi. Perchè trovare la nicchia giusta e procurarsi in dropshipping un prodotto adatto a quella nicchia e che abbia keywords inerenti tali da consentire un ottimo posizionamento SEO senza grossi investimenti (di capitale e/o tempo) è cosa veramente rara. Prova a pensarci: se esistessero ancora nicchie “vergini” in cui con poca fatica puoi posizionare il tuo prodotto in prima pagina nei risultati organici e questa posizione ti “rende” 10 vendite al giorno, quanto potrebbe durare questa “cuccagna” prima che arrivi quasi in massa la concorrenza? Ed ecco che allora gli investimenti per essere ben visibile dovrebbero essere molto maggiori (rispetto al “solo” pagare uno specialista SEO) e non giustificherebbbero, molto probabilmente, un margine da dropshipping.
leggo solo relativamente all’import con drop ship ma non riesco a trovare niente di interessante riguardo all’export con drop ship.
supponiamo che io abbia trovato una nicchia di prodotti di qualità
made in italy
dal costo medio alto
con possibili clienti in tutto il mondo
secondo voi: esco dalla considerazione che condivido “molto guadagno, poco rischio = non possibile”?
Salve Fabrizio. Premettendo che ho pochissimi elementi per giudicare la tua situazione, credo che esci da quella considerazione ma ti addentri in “possibile molto guadagno, grossa organizzazione per poterlo fare = poco probabile che ci riesca una piccola società.”
Poi chiaramente non sono nè l’ Illuminato nè come già detto ho i dati necessari per dare un giudizio più consono.
Buona fortuna, comunque
Lascia un commento