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Prime indicazioni sulla promozione DNews

Se frequenti questo blog sai che sono una persona sincera e senza peli sulla lingua.

Quindi non ho difficoltà ad ammettere che la promozione di cui ti parlavo nel precedente articolo per il momento sta dando risultati senz’ ombra di dubbio scarsi, forse anche meno di quanto mi aspettassi.

Sì, perchè, come ti avevo accennato, avevo già messo abbondantemente in preventivo che probabilmente nel breve i margini delle vendite non avrebbero nemmeno coperto il costo della pubblicità su quel giornale, però per ora siamo largamente sotto…

Insomma, senza giri di parole: ad un pubblico “generalista” e probabilmente scarsamente “internettiano” interessa poco sapere che c’ è questo nostro sito che vende prodotti “sfiziosi” con rapporto qualità/prezzo praticamente impossibile da trovare in un canale di vendita “fisico” (e lo dico senza temere smentite).

O meglio: magari il box doccia idromassaggio avveniristico multifunzione a 1000 euro, quando fuori lo trovi a 3000 se ti va bene, solletica anche molto l’ attenzione e il palato, ma in Italia la gente ancora non si fida a comprare online, è insicura, non conosce il canale, è largamente disinformata (vedi a proposito questo mio articolo).

Ovviamente sto parlando della media degli italiani, perchè, per nostra fortuna, c’è una nicchia in costante crescita che non solo ha dimestichezza con l’ e-commerce, ma che anzi, come dimostrano recenti statistiche, una volta riscontrati gli evidenti vantaggi ne usufruisce sempre più.

Ho anche letto da qualche parte (che ora non ricordo) una “massima” che rende molto l’ idea: in Italia chi non conosce l’ e-commerce lo evita, chi lo conosce non ne può più fare a meno.

E’ vero, verissimo: me lo confermano anni di esperienza diretta.

Comunque, ben lungi da me suonare le campane a morto, anche perchè quella pubblicità è stata fatta ancora da poco tempo. Ma, al di là della singola iniziativa, quel che conforta è che con ogni probabilità l’ e-commerce E’ il futuro della distribuzione e che è solo una questione di tempo, ma quando lo diventerà “ufficialmente” noi saremo in prima linea, anche grazie ad iniziative solo apparentemente fallimentari come quella di DNews, ma che in realtà pian piano consolideranno il nostro marchio e soprattutto i nostri valori anche presso chi al momento non è ancora pronto a recepire questa lenta ma inesorabile “rivoluzione” in atto che è l’ e-commerce.

E allora forse si parlerà di siti come virtualbazar come oggi si parla di Auchan o Carrefour…

Promozione per i lettori di DNews

In questi giorni abbiamo letteralmente colto “al volo” un’ opportunità di comperare ad un prezzo “decente” (anche se certamente non basso) l’ ultima pagina del giornale DNews, un quotidiano “free press” distribuito gratuitamente in alcune importanti province italiane e in questi giorni anche al Motor Show di Bologna.

La pubblicità del nostro sito apparirà in quarta di copertina durante i giorni del Motor Show a Bologna con dei numeri speciali distribuiti alla manifestazione e martedì prossimo nell’ edizione di Bergamo.  Ci sarà una speciale promozione per i lettori di DNews: un codice che dà il diritto a un ULTERIORE sconto del 15% su TUTTA la nostra gamma di prodotti, anche quelli GIA’ scontati.

In questo modo, fra lo sconto già applicato e la promozione DNews si riuscirà ad ottenere dal prezzo di listino uno sconto che in alcuni casi supera il 50%.

Tu che segui il nostro sito e blog da molto tempo e sai che già i nostri prezzi di listino sono da ingrosso, e conosci già bene quale sia la nostra filosofia di “condivisione del benessere” , ti domanderai cosa ci resti in mano come margine con questa iniziativa, sottratto anche il costo della pubblicità: beh, probabilmente niente, o più ancora probabilmente andremo in perdita.

Tuttavia, come ben sai, non abbiamo MAI avuto una logica di breve periodo (che è, detto per inciso, probabilmente la causa maggiore della enorme crisi finanziaria ed economica che stimo vivendo, come ti accennavo in questo articolo), ergo contiamo che questo INVESTIMENTO contribuisca a far conoscere la nostra “mission” a più persone possibili.

Il resto, data la bontà del nostro lavoro e della filosofia sottesa, prima o dopo arriverà necessariamente da sè.

Alcune indicazioni per accedere a questa promozione:

- ovviamente procurarsi una copia di DNews contenente il codice sconto

- navigare in tutte le categorie di www.virtualbazar.it (che si trovano a sinistra della paginata) alla ricerca del prodotto (o dei prodotti) che più fa al caso proprio (abbiamo più di 80 prodotti “sfiziosi” a catalogo, di ogni categoria merceologica, TUTTI a prezzi estremamente inferiori rispetto a come li troveresti in un negozio “fisico”)

- se si è pratici di internet e si vuole fare l’ ordine da soli, basta inserire il codice nell’ apposito campo: “Se hai ricevuto un codice promozionale che desideri utilizzare con questo acquisto, inseriscilo di seguito:”

- se non si è pratici di internet, nessun problema: il nostro personale è completamente a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento (anche di natura tecnica) ed eventualmente per fare l’ ordine assieme. Il numero è quello pubblicato in DNews, cioè lo 0445/500021.

- Affrettarsi: la promozione è valida per un tempo limitato e fino ad esaurimento scorte (eventualità tutt’ altro che remota in questo periodo)

Nuovo software gestionale e ulteriore miglioramento del rapporto con il cliente

In questi giorni stiamo apportando le ultime migliorie (assieme agli sviluppatori) a un software gestionale molto potente e versatile, vestito su misura delle necessità della nostra azienda VB italia Srl e proprio per questo particolarmente oneroso sia in termini economici che di dispendio di tempo ed energie per ottimizzarlo, che verrà implementato probabilmente agli inizi del 2009.

Naturalmente, siamo convinti che questo sia un INVESTIMENTO e che quindi, a fronte di qualche “sacrificio” nell’ immediato, si riveli un ottimo strumento per fare un netto salto di qualità strutturale nel medio-lungo periodo. Parlo di efficienza dei processi aziendali, anche se siamo ben consapevoli che la componente “umana” resterà sempre predominante.

Ma paradossalmente è proprio questa consapevolezza che ci ha convinti a fare il “grande salto”. Mi spiego meglio: siamo partiti come “microrealtà casereccia” (vedi a proposito questo articolo che descrive la nostra nascita) e ora ci ritroviamo ad essere sempre una microrealtà (per carità, lungi da noi il montarci la testa!) ma ben più sviluppata e strutturata rispetto a qualche anno fa.

Il nostro giro d’ affari, fortunatamente, si è fatto ogni giorno sempre più grande, ma con esso, ovviamente, anche la mole di lavoro da gestire. Siamo arrivati quindi ad un certo punto dove era necessaria una “scelta dei campo” fra “saturare le risorse umane” (noi soci compresi ovviamente) dell’ operatività più spiccia o investire abbastanza massicciamente in un sistema organizzativo che dovrebbe (ne sono sicuro, ma meglio usare toni prudenti) liberare “ore uomo” riuscendo, in qualche misura, ad automatizzare molti processi aziendali “minori”.

Parlavo prima della componente umana, che può apparire in contrasto con questa automatizzazione dei processi. Ma sta proprio qui il punto focale: proprio perchè siamo convinti che una delle risorse più importanti di un’ azienda siano le persone che ci lavorano, abbiamo optato per cercare di liberare loro il più tempo possibile dall’ operatività spiccia per renderle ancora più disponibili alla più grande delle risorse (senza la quale non esisterebbero tutte le altre): i clienti (o potenziali tali).

Nostra precisa intenzione è quindi rendere ancora migliore (dedicandole più tempo e risorse) la parte “non automatizzabile” del nostro lavoro: la stategia aziendale e il rapporto con i clienti che, come sanno benissimo coloro che ci hanno contattati, è un pilastro fondamentale della nostra prassi quotidiana, nonostante il canale commerciale (internet) si presti spesso e volentieri anche ad una (orrenda) automatizzazione dei rapporti umani.

Chi ci ha contattati in questi anni, via mail o via telefono o venendo a trovarci nella nostra sede o show-room, sa benissimo che, a differenza di tante altre aziende di e-commerce, non abbiamo MAI dato ad una specifica esigenza una risposta “automatizzata”, “precostituita”, “spersonalizzata”, come purtroppo accade spesso nel nostro ambiente.

Ciò non perchè siamo dei “buoni samaritani”, ma semplicemente per il fatto che ci è fin da subito parso evidente che fosse una strategia giusta per conquistare quote di mercato. I fatti ci hanno, come era prevedibile, confermato che se tu vuoi comperare il prodotto X (in ipotetica parità di altri fattori), alla fine lo acquisterai molto probabilmente da chi ha saputo farti sentire non un “numero del sistema” ma una persona con specifiche esigenze da appagare, sia nel pre che nel post vendita.

Quindi la parola d’ ordine in questi giorni di riorganizzazione è: dare ancora più tempo alle persone per seguire altre persone. 

E’ però abbastanza normale che ci possa essere un piccolo scotto iniziale da pagare: nei primi tempi di implementazione di questo nuovo software, per la legge del contrappasso, è probabile che molte risorse siano molto assorbite per assimilare un nuovo metodo di lavoro. Tutto ciò nonostante stiamo facendo di tutto per minimizzare questo eventuale problema.

Ti assicuro comunque che, ammesso che il problema della fase di transizione si presenti realmente, non sarai tu a farne le spese perchè stiamo mettendo in campo una speciale “task force” per gestire al meglio il passaggio.

In ogni caso, a parte qualche eventuale piccolo assestamento iniziale, siamo estremamente convinti che questa riorganizzazione ci porterà in poco tempo a quello che deve essere il suo fine: un ulteriore miglioramento della soddisfazione di chi entrerà nell’ orbita di VB Italia Srl, in particolare di www.virtualbazar.it.

Il “flight to quality” vale anche per il commercio?

In questo recente articolo ti avevo accennato una mia “balzana” teoria. Si tratta, in pratica, di un “parallelismo” del fenomeno del flight to quality dai mercati finanziari a quelli di beni “materiali”.

Così come, durante una grossa crisi finanziaria, molti lasciano la vecchia strada che stavano percorrendo per intraprenderne un’ altra, considerata, date le contingenze, più di “qualità”, ecco che mi sembra di intravvedere un qualcosa di simile anche nel commercio.

Mi spiego meglio, partendo da un fatto concreto: nonostante la grossa ed innegabile crisi finanziaria ed economica che via via è deflagrata sempre più, le vendite dal nostro sito www.virtualbazar.it non solo sembrano non averne risentito, ma anzi ad ottobre (guarda caso attuale acme della crisi) abbiamo avuto un picco di fatturato. Diciamo pure che abbiamo battuto ogni nostro precedente record.

E va bene che siamo un’ azienda giovane ed in costante crescita, ma ciò nondimeno questo SEMBREREBBE essere un dato fortemente contrastante ed incoerente con il momento che l’ italiano medio sta vivendo e soprattutto con le statistiche sciorinate ovunque.

Ho detto “sembrerebbe” non a caso, perchè la mia “balzana” teoria è che, in Paesi tutto sommato abituati ad avere un certo tenore di vita (come il nostro), durante i periodi di crisi i consumi più che contrarsi si “spostino”. E che la vera contrazione NON sia sui volumi smerciati bensì sui prezzi unitari. In pratica: non ci stiamo portando a casa MENO prodotti, ma prodotti che COSTANO meno.

Ma ciò, come vedremo, non implica necessariamente accontentarsi di prodotti di minore qualità, anzi.

Dall’ esperienza che abbiamo noi (anche per aver parlato direttamente con molti clienti), non mi sembra che, tanto per fare uno fra i tanti esempi, la neo-famiglia rinunci al box doccia idromassaggio o ne rinvii l’ acquisto ad indefiniti momenti migliori.

No, mi sembra anzi di intravvedere (ripeto: con la conferma diretta di molti clienti) che da un certo punto di vista non tutto il male venga per nuocere, nel senso che la crisi ha portato moltissime persone a “sperimentare”, a comperare in canali per loro prima inimmaginabili, come, appunto, l’ e-commerce.

In questo aspetto il parallelismo con la borsa è un po’ meno efficace, nel senso che, mentre in borsa in momenti come questi c’ è un fuggi fuggi verso i prodotti finanziari con il minor rischio sotteso, nel commercio di beni “materiali” sembra invece esserci una maggiore propensione al “rischio” (perchè ancora tale, purtroppo, viene considerato il commercio elettronico da chi ne ha poca dimestichezza). Attenzione però: in cambio di un notevole (a volte “schiacciante” rispetto ai canali tradizionali) risparmio.

E qui, invece, trovo il parallelismo molto calzante: il punto comune è che nei momenti di crisi si assiste ad un “volo verso la qualità”, ma di tipo diverso a seconda dei mercati.

Nel caso dei mercati finanziari ciò si riflette in un cambiamento di “prodotto”: da prodotti opachi e complessi a prodotti trasparenti e più efficienti. Nel caso dei mercati “tradizionali” si rispecchia nel cambio del “canale di approvvigionamento”, sempre all’ insegna di un aumento dell’ efficienza e del risparmio a parità ovviamente di prodotto (quindi cosa se non aumento della “qualità” della transazione?)

In parole povere, per rimanere nel nostro esempio: se prima potevo “permettermi il lusso” di andare a comperare il mio box doccia idromassaggio in un negozio “tradizionale” accettando quindi di pagare a caro prezzo l’ intrinseca inefficienza (quantomeno in termini economici) della catena produttore-importatore-grossista-distributore-agente-negozio (e a volte altro ancora) pur di avvertire una certa “sicurezza” (psicologica) di fondo, ora non ho più risorse per alimentare gli sprechi e, a costo di dover rivedere la mia “mappa mentale” e le mie convinzioni/convenzioni, andrò a comperare il mio box doccia idromassaggio sul sito www.virtualbazar.it, dove (per i motivi qui spiegati) troverò la cabina doccia idromassaggio con le stesse caratteristiche ma a un terzo del prezzo (a volte anche meno). E scusate la pubblicità occulta…

Ovviamente, a parte le battute, virtualbazar.it non è certo l’ unico sito di commercio elettronico dove si possono fare grossi affari con rapporti qualità/prezzo oggettivamente introvabili “fuori internet”. Però diciamo che, a sentire sempre l’ opinione dei nostri clienti che ne hanno provato anche qualche altro, è uno dei più AFFIDABILI ma soprattutto PROFESSIONALI, anche e soprattutto nella “customer care” (seguire scrupolosamente il cliente dalle domande iniziali, alla spedizione, all’ assistenza tecnica).

Insomma, alla fine dei conti, c’ è molto da lavorare anche per i sociologi: sembra che i momenti di crisi, al giorno d’ oggi, non spingano tutti, come vorrebbero farci credere, a chiudersi in se stessi, bensì molti, ma veramente molti, a sperimentare nuove soluzioni più consapevoli e al passo con i tempi.

E ciò sicuramente non può che essere un bene per noi di VB Italia Srl che nell’ e-commerce abbiamo il nostro core business ma, ammettiamolo, lo è anche per una sana e “sostenibile” crescita e maturazione del consumatore medio.

Una nota positiva: sembra esserci un ritorno della “vera” qualità in cima ai bisogni del consumatore

Oggi ti voglio parlare di un argomento che mi sta parecchio a cuore, e come tale ci sto parecchio attento.

L’ argomento è a dir poco abusato e sembra banale, ma ti assicuro che in realtà non lo è: la qualità dei prodotti e, per esteso, del vivere.

Intendiamoci: l’ argomento è in effetti STRA-abusato. Non ci sono produttore, venditore e consumatore che non tengano a precisare che la “qualità” è in cima ai loro orientamenti per le scelte. Benissimo.

Peccato che poi, fino a qualche tempo fa, fossero quasi tutti disposti a barattare la VERA qualità in cambio di scarpe che si distruggono dopo un mese ma, caspita, sono l’ ultimo modello Nike; oppure maglie che al primo lavaggio fanno i “pallini” molto peggio di quelle “da mercato” ma, grazie a Dio, sono Ralph Laurent; o di cellulari che sono in realtà scatolette che gracchiano ma, vorrei ben vedere, sono Sony-Ericsson.

Va da sè che la lista completa potrebbe continuare per svariate migliaia di righe…

Una cosa è comunque evidente a chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale da ammetterlo: la qualità media dei prodotti (per lo più “di marca”) che stanno invadendo le nostre case da una decade a questa parte è in caduta libera, ma non lo sono certamente i prezzi medi.

Ma allora io mi chiedo: veramente la gente è disposta a barattare la qualità con il marchio oppure è proprio il concetto di qualità nella mente del consumatore che, per vari motivi (che sarebbe bello analizzare ma non è la sede adatta), si è livellato verso il basso come i prodotti stessi?

Mi chiedevo con terrore: cosa accadrà quando come potere di acquisto saranno soppiantate le generazioni che, anni fa, hanno fatto a tempo fare 200 lavaggi a una BUONA maglia prima di essere costretti a buttarla? Probabilmente che la PERCEZIONE di un buon rapporto qualità/prezzo nella mente del consumatore medio calerà irrimediabilmente, come caleranno sempre più i costi di produzione e però, guarda caso, saliranno sempre più i prezzi, molto al di là dell’ inflazione.

Allora era tutta una strategia aziendale da parte dei grossi nomi? Non credo. Mi spiego: molto probabilmente tutto questo era voluto, ma non si può certo parlare di “strategia” quanto invece di “tattica”. Anche qui non è il caso che mi addentri in certi discorsi, ma intravedo in questo modus operandi la stessa logica della massimizzazione dei risultati trimestrali fini a se stessi che è poi uno dei motivi principali dello scoppio della crisi dei mutui subprime: l’ arraffare, il volere tutto subito, chè del doman non v’ è certezza, e alla fine chi se ne frega: io domani mi sarò preso la mia buonuscita milionaria e sarò manager di un’ altra azienda.

Come è facile capire, quest’ ottica di brevissimo periodo, se qui e ora paga più di ogni altra, non sembrerebbe essere compatibile con una buona e SANA crescita a lungo periodo di un’ azienda.

E qui devo ricredermi su una cosa: più volte ho denigrato il piccolo imprenditore veneto con ottica “padronale” invece che “manageriale”, ma se la “managerialità” viene ormai intesa dai manager stessi come “speculazione” (quasi borsistica) e la “padronalità” (scusate il vocabolo non molto ortodosso) può portare invece a tenerci che la PROPRIA azienda cresca e prosperi anche in un futuro “remoto”, beh, allora sono disposto a invertire i rapporti di forza.

Comunque sia, e vengo finalmente al punto, da molti segnali che vedo in giro sembra che effettivamente l’ ottica di brevissimo periodo della minimizzazione dei costi a scapito della qualità e a vantaggio del profitto immediato si stia rivelando sempre più per quel che è e cioè MIOPE.

Mi capita sempre più spesso, infatti, di sentire i malumori della gente che è stufa di farsi buggerare, perfino se a buggerarla è mister Ralph Laurent, (ex?) icona intoccabile.

Mi capita sempre più spesso di incontrare gente che non ne può più di vivere nel “brutto” ed è nuovamente alla ricerca del “bello” (in tutte le sue più REALI accezioni).

Sarà per questo che, per rimanere sempre all’ interno dell’ esempio dell’ abbigliamento, la gente sta premiando sempre più marchi (non certo improvvisati) come Fred Perry oppure Nara Camicie e tutto sommato anche Benetton in rapporto al prezzo, a scapito di (ex) marchi più “blasonati” ma ormai (scusate la parola ma quando ci vuole ci vuole) “sputtanati”?

E dico ciò, ci tengo a precisarlo, assolutamente NON da “appassionato” (chè di abbigliamento me ne è sempre importato pochino pochino) ma da OSSERVATORE degli umori dei consumatori, come dovrebbe essere chiunque sia al vertice di un’ azienda. E va da sè che il concetto si estende in tutti i campi commerciali.

Comunque, per finire, questo “risveglio” che mi SEMBRA di notare nel consumatore medio non può fare altro che rallegrarmi, sia per “principio personale” che per il mero interesse dell’ azienda di cui sono co-fondatore, VB Italia Srl (www.virtualbazar.it), che della perenne ricerca della VERA qualità (anche a scapito di qualsiasi marchio “trendy”) si è da sempre assunta l’ onere, anche se non sempre facilmente perseguibile, invero.

Arrivano le prime minacce dopo un articolo

E così “finalmente” sono arrivate le prime minacce dopo un articolo scritto su questo blog. 

“Finalmente” perchè me le sarei aspettate anche prima, dato che, per essere un blog aziendale, lo stile scelto (che è quello poi che rispecchia il carattere mio e dell’ azienda, quindi il più onesto possibile) non è certo accomodante, e spesso va a toccare nervi palesemente scoperti.

Per carità, lungi da me fare il moralista o peggio ancora il predicatore, anche perchè nel mondo commerciale nessuno è vergine, poco ma sicuro. Però c’ è un limite a tutto, tanto per dire una (sacrosanta) banalità.

Veniamo ai fatti: pochi giorni fa un non meglio precisato responsabile di un’ azienda che commercializza box doccia idromassaggio si è soffermato su questo articolo e si deve essere talmente riconosciuto nella tematica dell’ articolo che si è convinto che l’ avessimo scritto in riferimento proprio alla sua azienda, mentre nemmeno sapevamo della sua esistenza… Coda di paglia? Ma va’?

Beh, insomma, da una rapida indagine abbiamo appurato che questa è effettivamente la classica azienda che vende la merce senza averla a magazzino, e nella fattispecie i box doccia idromassaggio. E, guarda caso, il catalogo dei box doccia idromassaggio di questa dittarella direi che si può definire parecchio “ispirato” al nostro, anche se vorrei proprio dare una bella occhiata a tutte le certificazioni e particolari costruttivi.

Intendiamoci: non che sia di per sè un delitto non avere i prodotti a magazzino (capita anche a noi e finchè non avremo la disponibilità finanziaria di una multinazionale sempre capiterà). La cosa grave è invece adottare questo modus operandi (cioè acquistare sul venduto) come SISTEMA sul quale si basa l’ azienda. Ciò è quantomeno sinonimo di mancanza di rispetto per il cliente. Ma proprio quantomeno.

Certo, perchè son capaci tutti ad avere un ampio catalogo e prevedere le agevolazioni più disparate quando si ordina “sul venduto”. Peccato che, così facendo, se la fornitura è in grosso ritardo o se addirittura non arriverà mai (e i motivi possono essere molteplici) l’ unico che ci rimette è il cliente finale, che ha dato un sostanzioso anticipo per “accapparrarsi” un modello di box doccia idromassaggio che, pensa un po’, il venditore non ha nemmeno ancora ordinato. E sappiamo tutti che il ciclo di approvvigionamento con certi paesi è di 2 mesi se tutto va bene…

Comunque, tornando a noi: ad un certo punto ci vediamo arrivare una mail da questo tipo a capo di questa “azienda” dove, oltre a esserci scritte volgarità gratuite ed irriferibili, venivamo minacciati di “vendetta” qualora non avessimo fatto sparire quell’ articolo.

Di che tipo di vendetta si trattasse non ci è dato sapere, ma due cose devono essere chiare e lampanti: la mail è stata archiviata nella cartella del nostro avvocato e l’ articolo è e sarà sempre al suo posto, a imperitura memoria del fatto che la madre degli idioti (perchè non di altro si parla in casi come questi) è sempre incinta.

 

Settembre ricco di novità!

E’ veramente un ritorno dalle vacanze ricco di novità quello che attende i nostri affezionati clienti.

Sono infatti disponibili parecchi nuovi prodotti, tutti ovviamente in linea con la nostra ben nota ed apprezzata filosofia.

Riservandomi una trattazione più approfondita in futuro, per oggi mi limito ad elencarteli velocemente.

E non è finita qui,perchèaltre importanti novità ti attenderanno fra breve… stay tuned!

E se ci buttassimo anche noi sugli “infoprodotti” e/o sulle consulenze e/o sui seminari?

In questo articolo voglio parlarti di un argomento molto particolare.

Piccola premessa: sono ormai all’ ordine del giorno le mail e telefonate che riceviamo in cui delle persone (a volte nostri clienti, altre volte no) si dimostrano molto interessati alla nostra attività di commercio elettronico. Alcuni per curiosità, ma la maggioranza per avere qualche “dritta” su come mettere in piedi un’ azienda come la nostra, che fa dell’ e-commerce il suo principale credo.

Altra piccola premessa: molte di queste persone sono convinte che aprire e avviare un’ azienda di commercio elettronico sia più semplice e meno faticoso di una “normale”. Probabilmente per qualche stana associazione mentale che fa considerare “virtuali” non solo il canale commerciale ma anche l’ impegno e dedizione che ci vogliono per fondare e soprattutto far prosperare un’ azienda di e-commerce.

O forse per qualche strampalato discorso che gira sul dropshipping, in cui ho detto la mia su questo articolo.

Beh: niente di più falso e illusorio. Se possibile, sarei anzi portato a dire che un’ azienda di e-commerce è ancora più difficile da far rimanere in piedi di una “tradizionale”, non foss’ altro perchè in internet ci sono pochissime barriere all’ ingresso e tutti i concorrenti si ritrovano potenzialmente nella stessa “piazza”, e perchè il ciclo di vita medio di un prodotto in internet è molto più breve che in un “canale fisico”, dato che i margini si “rosicano” inevitabilmente molto prima.

Detto questo, una volta che l’ interessato capisce che non si tratta di un giochetto da poter fare un paio d’ ore al giorno dopo cena ma che la questione è ESTREMAMENTE più complessa, immancabilmente ci chiede qual è il nostro “segreto”, cioè quello che ci ha consentito nonostante tutte queste premesse non solo di resistere da più di 3 anni a questa parte a tutte le intemperie, ma anzi di essere in costante e forte crescita (come dimostrano i nostri bilanci, a disposizione di chiunque).

Inutile dire che non c’è UN segreto, ma tutta una serie di studi, accorgimenti, tecniche (di web marketing ma non solo), organizzazione, che abbiamo via via ottimizzato nel tempo grazie all’ esperienza, alla determinazione e, “mi si consenta”, qualche buona capacità di base (sicuramente per esempio le nostre 4 lauree in 3 soci non hanno guastato…).

Ma vengo al dunque: ovvio che quando ti chiedono la “ricetta” del tuo successo sei un po’ restio a darla, non foss’ altro per non alimentare gratuitamente la concorrenza… scusa, ma mi pare ovvio nonchè legittimo.

Tuttavia, consci del successo di molte persone nel campo delle consulenze ed infoprodotti (prodotti “digitali” che solitamente, diciamo così, “insegnano i segreti di un business”), ci stiamo domandando se ne valga la pena “mettere a rischio” la nostra attività principale “vendendo” il nostro know-how sotto forma di infoprodotto, consulenza o seminari.

E ciò perchè siamo soprattutto consci che chi sta attualmente facendo molti soldi in questo campo non ha assolutamente niente da insegnarci, anzi è vero il contrario: per fare un esempio banale, nell’ abusato tema “come fare i soldi con internet” ti fideresti di più comperare un ebook o seguire il seminario di una persona che come “referenza” ha… vendere ebook e fare seminari (cioè il serpente che si morde la coda), oppure di un’ azienda che è SE STESSA la dimostrazione vivente della bontà delle tecniche che si propone di insegnare e che ha fondato il proprio successo sull’ applicazione PRATICA di queste tecniche?

Capisci dove voglio arrivare?

In ogni caso, ne riparleremo più diffusamente, anche perchè siamo in piena fase di studio sul rapporto costo/benefici che può avere per noi l’ entrare nel mercato della vendita del proprio know-how.

A gennaio ed agosto le vendite calano… Ma chi l’ ha detto?

Ancora una volta in questo blog mi prendo la piccolissima soddisfazione di scagliarmi contro alcuni degli infiniti luoghi comuni che affliggono gli italiani.

Uno di questi è che a gennaio ed agosto si venda di meno, anzi che proprio ci sia una situazione di stallo sulle vendite, in praticamente ogni ramo del commercio, compreso (e anzi a maggior ragione) quello dell’ e-commerce.

E perchè? Secondo questi “soloni” perchè a gennaio l’ italiano medio ha appena avuto grosse spese per natale e capodanno e quindi non riterrebbe il caso di farne subito altre, mentre in agosto è a spasso per mari e monti e quindi non avrebbe il modo di fare acquisti, a maggior ragione via internet.

Aggiungiamoci a questo l’ altro luogo comunissimo in questi tempi che nessuno arriva più a fine mese, che ci sia crisi ovunque, che tutto il commercio di conseguenza stia tracollando.

Ora: per quanto riguarda quest’ ultimo argomento, non mi sognerei mai di negare l’ EVIDENZA del momento di difficoltà che molte economie mondiali (compresa la nostra) stanno vivendo. Però a me, a un mio amico e collega ingegnere (qui trovi un suo articolo in merito), ma soprattutto a molti analisti più autorevoli di noi, appare altrettanto evidente che i media esagerino in maniera odiosa (probabilmente a scopo di lucro) su questo argomento (forse per far autoconvincere gli italiani che il sabato sera è meglio starsene barricati in casa a vedere la TV invece che uscire a prendersi un gelato)?

Per quanto riguarda invece i primi due argomenti, quelli sul presunto crollo dei consumi di gennaio ed agosto, certo, riconosco che POTREBBERO essere plausibili. Peccato però che da buon imprenditore e ingegnere io sia abituato a trarre conclusioni “definitive” NON da teorie possibili, ma da dati certi.

E, per quanto riguarda la mia azienda, l’ unico dato certo è che sono almeno un paio di anni che il record mensile di fatturato lo facciamo a gennaio e quest’ anno finora agosto lo sta anche superando (so che sembra che io stia volutamente esagerando, ma ti assicuro che non è così).

Ok, certo, mi dirai che può essere un caso e che dipenderà da tanti fattori (come ad esempio la disponibilità delle scorte a magazzino), ma anche volendo “ripulire” il dato statistico da tutte le casualità che possono “sporcarlo”, resta sempre e comunque un bel rospo da mandar giù per i “soloni” di cui prima. E sfido chiunque a dire il contrario.

E il vero paradosso è che spesso questi “soloni” sono gli imprenditori stessi, che magari si fanno mangiare il cervello dalla TV e sentenziano così la più classica delle “profezie autoavverantisi“.

Infatti, se tutti noi imprenditori (soprattutto dell’e-commerce) ci autoconvinciamo che in agosto nessuno compra, chiudiamo tutti baracca e burattini, andiamo tutti assieme al mare in un metro quadrato di spiaggia e poi lo credo che non vendiamo…

Beh, buon per chi invece dilaziona con intelligenza le vacanze proprie e del proprio personale e nei periodi che dovrebbero essere “morti” si prende anche la parte dei “soloni”…

Però ti confesso che un grosso rammarico ce l’ ho anch’ io: e cioè che, nonostante tutte queste premesse e la nostra consapevolezza, anche noi quest’ anno SIAMO COSTRETTI a FRENARE CON LA FORZA le vendite (perchè di questo si tratta) nella seconda metà di agosto, giacchè corrieri e magazzini di cui ci serviamo devono farsi le loro sacrosante ferie in massa (e te lo dicono all’ ultimo minuto!).

Ma stai tranquillo, chè il prossimo anno non ci fregano: abbiamo già in mente un “piano di battaglia” per riuscire, con il giusto equililbrio e pur facendo tutti le nostre legittime e giuste ferie, ad essere operativi praticamente tutto l’ anno senza soluzione di continuità…

E gli altri che se la facciano e se la raccontino pure…

Prezzi al privato e al commerciante: un dilemma irrisolvibile?

Qualche giorno fa, nel precedente articolo, ti accennavo al fatto che, nonostante la promozione sui nostri box doccia idromassaggio stia andando veramente molto bene, non sappiamo ancora se prolungarla “a tempo indeterminato” o no.

Questo a causa di molte lamentele ricevute da commerciali ai quali vendiamo gli stessi prodotti, magari in quantità maggiori rispetto a un privato, ma praticamente agli stessi prezzi. E non è certo questo dei box doccia idromassaggio l’ unico caso in cui i rivenditori ci fanno, come si suole dire, i conti in tasca.

E, se da un lato posso anche capirli, dall’ altro (a me piace parlare chiaro) il modo in cui fingono di non capire alcune cosette che da sempre andiamo precisando mi dà veramente fastidio.

Ma andiamo con ordine: è certamente sensato che un negoziante che in un anno ci compra parecchie unità di prodotto x possa “pretendere” un trattamento speciale. Il punto è però che questo trattamento speciale non può, nel nostro caso, essere più di tanto di natura economica.

Ciò per un semplicissimo motivo: i nostri prezzi al pubblico sono GIA’ da ingrosso, nella stragrande maggioranza dei casi, e pretendere una grossa scontistica su prezzi che sai già essere da ingrosso (come se non lo sapessi che vendiamo al privato con piccolissimi margini) non è molto corretto.

Io, VB Italia srl, posso fornire a te, dettagliante, distributore, commerciante, tutti i servizi di questo mondo (assistenza tecnica, supporto commerciale, logistica, magazzino che ti annulla praticamente il rischio imprenditoriale…) ma NON domandarmi prezzi che sai benissimo essere impossibili a meno che non vuoi che lavori gratis per te: richiesta anche legittima, se vogliamo, ma per la quale decliniamo volentieri l’ invito.

Dal momento in cui tu, commerciante, ti fornisci da me perchè ti trovi bene come qualità e servizio (e prezzo ovviamente) sai anche che io, VB Italia Srl, lavoro così, e non puoi contestarmelo quando ti fa comodo. In altre parole non puoi avere botte piena e moglie ubriaca.

Poi, cosa ci contestano? Ci contestano che a loro non resterebbe più margine se vendessimo loro con prezzi simili a quelli di internet. Come se oramai non fosse evidente anche a mia nonna che “fuori” ti puoi permettere di vendere a prezzi MOLTO superiori a quelli di internet (a questo proposito vedi le considerazioni fatte in questa pagina), e che quindi il tuo metro di paragone non è e non deve essere www.virtualbazar.it.

Ciò perchè (bene per te negoziante, un po’ meno per me azienda di commercio elettronico) in Italia A. D. 2008 i 2 target sono ancora assai distinti e soprattutto prevale di gran lunga quello “classico”, che compra in negozio. E non preoccuparti, negoziante: è dimostrato che, se lavori bene e ti accattivi le simpatie dei clienti, anche se vendi al doppio rispetto a internet, non c’ è sito che te li possa portare via (che sia giusto o meno non sta a me dirlo).