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Multe salate per le biciclette elettriche “taroccate”

Come ti avevo già accennato in più parti di questo blog, ci sono sostanzialmente due problemi nell’ approcciarsi a una bicicletta elettrica, entrambi derivanti dal solito cialtronismo italiano (purtroppo non mi manca mai occasione di attaccarlo) delle mezze leggine, delle interpretazioni fantasiose, della cervelloticità delle stesse e di una burocrazia dissestata.

Il primo problema è che in tutto questo marasma è fin troppo semplice e frequente che il cliente venga bidonato dal venditore, che gli rifila un mezzo del tutto illegale, spacciandolo per una bicicletta elettrica. Per maggiori dettagli, puoi leggere questo mio articolo .

Il secondo problema è che nemmeno le forze dell’ ordine, spesso e volentieri, sono ben consapevoli della legislazione in tema, con conseguenze che, a seconda dei punti di vista, possono essere auspicabili o deleterie…

Certamente, il mio concittadino che si è beccato quasi 1400 euro di multa in un colpo solo avrebbe volentieri auspicato l’ ignoranza dei vigili in quella circostanza…

Comunque la si voglia vedere, sta di fatto che, come ti avevo detto in tempi non sospetti, le infrazioni alla normativa sulle biciclette elettriche a pedalata assistita sono tante e non vengono quasi mai punite, però sembra che ora qualcosa stia cominciando a muoversi, e anche pesantemente.

Io, per non saper nè leggere nè scrivere, e non volendo rischiare maxi-multa più sequestro del mezzo, mi affiderei a un venditore comprovatamente competente e serio… E con l’ occasione ti ricordo che le bici elettriche a pedalata assistita che vendiamo noi sono perfettamente a norma e a prova di ispezione tecnica (che abbiamo già passato con nonchalance).

NB: in questo momento le abbiamo levate dalla disponibilità perchè, ammetto, abbiamo sbagliato qualche previsione e l’ estate ci ha letteralmente prosciugato le scorte, ma torneranno disponibili il prima possibile!

Incentivi per scooter elettrici omologati e biciclette elettriche

Non è certo una novità: da parecchio tempo ormai ogni anno lo stato mette a disposizione, giustamente, degli incentivi economici per l’ acquisto di scooter elettrici (come quelli che trovi qui), bici elettriche a pedalata assistita (come queste) e veicoli elettrici/ecologici in generale.

Noi ti terremmo volentieri aggiornato in questo blog, se non fosse che, come quasi tutte le pratiche pseudo-burocratiche italiane, essi sono perennemente in mutamento e soprattutto variano da comune a comune.

Per esempio, quest’ anno sembra siano stati messi a disposizione 15 milioni di euro, come puoi vedere anche in questo articolo.

Tuttavia, per le modalità di erogazione degli eco-incentivi e i vari dettagli, ti consiglio vivamente di rivolgerti al relativo assessorato del tuo comune di residenza, sperando di trovare persone competenti…

Sì, perchè sarebbe un peccato che un’ iniziativa lodevole come questa finisse per essere sotto-sfruttata o mal sfruttata per colpa del solito cialtronismo italiano, come quello che ti accennavo nel precedente articolo riferito alle pratiche per l’ omologazione di uno scooter elettrico.

Quindi: non arrenderti alla prima risposta vaga e pretendi di approfondire il discorso, è un tuo diritto.

Che cos’ è esattamente una bicicletta elettrica a pedalata assistita (o con pas system)

In giro c’ è ancora molta confusione sul cosa sia una bicicletta elettrica a pedalata assistita, anzi, meglio ancora, su cosa sia una bicicletta elettrica propriamente detta.

A noi di VB Italia Srl è capitato persino qualche caso in cui ci hanno contestato di aver venduto una bicicletta elettrica “taroccata” perchè priva di acceleratore, il che, come capirà chi se ne intende un minimo, è un vero e proprio paradosso!

Ma ti dico di più: una cliente un giorno mi ha addirittura detto che un comune in provincia di Modena dava il contributo per l’ acquisto di una bicicletta elettrica (e fin qui niente di strano: fortunatamente lo fanno in molti comuni dotati di un po’ di senso civico) CON acceleratore: in pratica il comune foraggiava una compravendita assolutamente illegale!

Già, perchè, come ormai avrai capito, per essere a norma ed essere considerata a tutti gli effetti equiparabile a una bici normale, una bicicletta elettrica deve essere dotata di pas system, cioè avere la pedalata assistita, come quelle che abbiamo in  vendita anche noi qui.

Ma veniamo al sodo: che differenza c’ è fra una bici con acceleratore e una bici elettrica con pas system?

Ci sono sostanzialmente una differenza tecnica e una giuridica.

Da un punto di vista tecnico, la bicicletta elettrica con acceleratore ha il motore elettrico che viene attivato, appunto, da un acceleratore (di qualsiasi tipo esso sia), INDIPENDENTEMENTE dal fatto che l’ utilizzatore abbia usato i pedali o meno. In questo caso, come appare evidente, più che di bicicletta elettrica trattasi di motorino (o ciclomotore) elettrico, e quindi in teoria può circolare su strada a patto che però sia omologato, immatricolato, targato, assicurato, si usi il casco, ecc. Ma non penso sia il caso di chi vuole acquistare una bicicletta elettrica.

Il pas system invece è una centralina elettronica che “sente” se il guidatore usa anche i pedali e in caso favorevole attiva il motore elettrico, tranne poi disattivarlo quando l’ utilizzatore non pedala più per un tot di tempo. Il sensore può essere di forza, ovvero in grado di stabilire se dall’ esterno arriva una coppia (generata dalla pedalata), oppure un encoder, cioè rileva il movimento della pedalata.

Ovviamente c’ è chi usa questo secondo tipo di sensore per “far girare a vuoto” i pedali, ma sembra che questo sia consentito dalla legge…

Il concetto di base è che comunque una bicicletta elettrica a pedalata assistita, come dice la parola stessa, deve essere d’ AIUTO alla pedalata, NON sostituirla. Poi, in pratica, basta dare qualche “colpetto” ogni tanto ed è quasi come andare con l’ acceleratore…

Tutto questo (banalizzando un po’ per non appesantire troppo la trattazione) per quanto riguarda il punto di vista tecnico.

Da un punto di vista giuridico, invece, la trattazione è molto più veloce: la bicicletta elettrica a pedalata assistita con pas system è legale, mentre quella con acceleratore no. Punto.

Ora tu mi dirai: ma che legge assurda! E posso anche essere d’ accordo con te, ma ciò non basta per rendere l’ acceleratore legale.

Ergo: qualsiasi venditore ti propini una bicicletta elettrica senza pas system o con il pas system “bypassato” (scusa il gioco di parole) dall’ acceleratore commette un reato. E se un tutore dell’ ordine (anche se tutt’ ora ce ne sono molti di impreparati sull’ argomento…) ti becca con una bicicletta elettrica con acceleratore, sei passibile di multa e sequestro. Non te lo auguro.

Spiacevoli aumenti di prezzi per le biciclette elettriche

Oggi siamo stati costretti ad alzare leggermente il prezzo delle nostre biciclette elettriche, pur mantenendo un prezzo promozionale e soprattutto estremamente competitivo rispetto alla media di mercato.

Questo perchè è vero che la nostra “mission” è quella di offrire ai nostri clienti il massimo con il minimo ma è altrettanto vero che ormai questo minimo per noi nel caso delle biciclette elettriche era insostenibile, dati soprattutto i clamososi aumenti che le biciclette elettriche a pedalata assistita stanno avendo alla fonte, e cioè dal produttore.

C’ è chi dice che questi aumenti siano dovuti al petrolio, ma ultimamente mi sembra un po’ il capro espiatorio per tutto, anche se sicuramente una parte di verità c’ è.

A questo punto mi auguro solo di non essere COSTRETTI a dover rivedere in maniera sostanziale non solo i prezzi delle biciclette elettriche ma anche tutti i nostri listini in futuro, e me lo auguro soprattutto e di cuore per te…

Sarà difficile, ma vorrei riuscire a mantenere questo rapporto qualità/prezzo ancora per parecchio tempo sui prodotti che hai imparato ad apprezzare e che giustamente ti fanno molta gola a questo prezzo, e parlo soprattutto dei nostri “bestsellers”, oltre alle biciclette elettriche con pedalata assistita, cioè pedane vibranti basculanti, presse da stiro domestiche, verricelli elettrici, impianti ad osmosi inversa, box doccia idromassaggio, saune a infrarossi, biliardini, cardiofrequenzimetri e orologi multifunzione, telescopi e ionizzatori / purificatori / depuratori d’ aria.

Ma sarà difficile accontentarvi tutti… Ci proveremo.

La nostra “filosofia”: dalla necessità di acquistare una bicicletta elettrica alla… creazione di un’ azienda

Parlare di “filosofia” per cose futili mi è sempre stato un po’ antipatico. Infatti all’ inizio non la chiamavo così ma con altri appellativi meno “nobili”. Poi mi hanno convinto che, se applicata con convinzione, determinazione e costanza come ci sforziamo di fare noi (e non rimane così il solito slogan da markettari di serie B), la nostra mission è effettivamente “nobile”. E così ho deciso di chiamarla con questo nome.

Già, ma venendo al dunque, come è nata la nostra filosofia, che puoi trovare brevemente enunciata qui e qui?

Ti potrei raccontare numerosi aneddoti ed episodi in proposito, ma non voglio rischiare di annoiarti. Mi limito a raccontartene uno, il principale.

Come praticamente tutti, anche io, all’ entrata in vigore dell’ euro, mi sono veramente inc… avolato per la vergognosa speculazione che ha accompagnato il suo avvento. Vedere scritto a listino “6 €” a fianco a quella coppetta di gelato che nello stesso posto (un bar di villeggiatura) l’ anno prima avevo pagato 6000 lire, da persona parecchio sensibile alle “ingiustizie” come sono io mi ha parecchio turbato.

Sì, penso di non esagerare. Ho cominciato ad approfondire un po’ l’ argomento, ma apparentemente non se ne usciva: era un osceno scaricabarile fra commercianti, agenti, grossisti, importatori, produttori, terzisti, dove ognuno, un po’ come i nostri politici, sembrava aver ragione. Eppure la logica ci insegna che non possono aver ragione contemporaneamente 2 persone che da una identica premessa arrivino a conclusioni opposte…

Allora dove stava l’ inghippo? Diciamo che fra premesse e conclusioni di questi personaggi, più che passaggi logici c’ erano passaggi retorici e dialettici, dove, più che l’ aderenza alla realtà e al principio di non contraddizione, contava la capacità di persuasione, ancora una volta come con i nostri politici.

Ma non voglio addentrarmi troppo nell’ argomento, altrimenti risulterei pesante. Ti basti invece sapere che proprio in contemporanea a questo risentimento, stavo covando la voglia di creare un’ azienda in cui avrei potuto riconoscere me stesso e contemporaneamente, per ovvi motivi, guadagnarci. E bene, se possibile.

Ho cominciato a chiedermi: è possibile farlo senza però “approfittarsi” di qualche categoria di persone? E’ possibile coniugare mentalità da imprenditore con mentalità da consumatore? E’ possibile condividere il benessere?

Non avevo ancora una risposta, l’ avrei trovata qualche tempo dopo.

Quasi contemporaneamente alla nascita di questo risentimento, ho avuto la necessità di procurare una bicicletta elettrica a mia madre, che per motivi di salute necessitava di una “pedalata assistita“. Mi sono messo a guardarmi un po’ attorno ma i prezzi delle bici elettriche che vedevo erano veramente inavvicinabili.

Nello stesso periodo Davide, che sarebbe diventato uno dei miei due soci, tornato da uno dei suoi frequenti viaggi all’ estero (per il suo ex lavoro di capo-ufficio tecnico in una nota azienda del vicentino), mi fece notare che i prezzi di importazione di biciclette elettriche di qualità pari o anche superiore a quelle che avevo visto io erano largamente inferiori ai prezzi da negozio. Stiamo parlando di qualche anno fa: ora la situazione, quantomeno delle biciclette elettriche, forse anche minimamente per merito del nostro contributo, è un po’ migliorata.

Insomma, morale della storia: io sono riuscito a procurare a mia madre una bici elettrica ad un prezzo SENSATO e contemporaneamente ho avuto la risposta alle domande che ponevo qualche riga sopra: sì, è possibile fare business che sia GIUSTAMENTE remunerativo, non approfittandosene di nessuno, usando la propria consapevolezza e sensibilità di consumatore avveduto per POTENZIARE il business, e infine, riuscendo nel proprio piccolo a CONDIVIDERE BENESSERE. E, nota bene, non ci voleva tanto: solamente un po’ di BUON SENSO.

Sì, parlo di buon senso perchè andare a produrre in Cina per ridurre i propri costi ma poi mantenere invariati i prezzi o addirittura, complice l’ euro, raddoppiarli (aumentando così enormemente il proprio margine ma non condividendo con nessun altro il beneficio di un costo minore di produzione) è apparentemente una strategia “furba” ma assai poco lungimirante, a mio parere.

Non hai a che fare con bestie da soma, hai a che fare con persone che fra l’ altro, anche e soprattutto con l’ aiuto di internet, hanno negli ultimi anni aumentato la loro consapevolezza di consumatori e giustamente alla lunga queste cose te le fanno pagare. Su questo argomento ci tornerò volentieri più avanti.

Tornando a noi: hai idea dell’ impatto che ha avuto e che ha tutt’ ora la terna “competenze, organizzazione, internet” nel mercato globale? Beh, noi di virtualbazar.it ne sappiamo qualcosa: all’ inizio non eravamo proprio nessuno e non facevamo nemmeno il solletico ai grossi “player” di mercato.

Ora continuiamo ad essere una realtà molto piccola ma abbiamo cominciato, con l’ aiuto di qualche altra azienda simile alla nostra, a dare MOLTO fastidio a lorsignori (sì, sto parlando a voi che avete ancora il coraggio di proporre impianti ad osmosi inversa a 2000 euro, pedane vibranti a 1000, box doccia idromassaggio a 10000, verricelli a 300, tritarifiuti a 800, biciclette elettriche a 900…).

Ora questi hanno giustamente PAURA del confronto (per loro impietoso) con l’ e-commerce (e tempo fa me lo confermava anche “confidenzialmente” il buyer di una grossa e nota azienda). Intendo con l’ e-commerce SERIO, che purtroppo stenta ancora a decollare come si deve in Italia. Ma decollerà, su questo non c’ è dubbio: è solo una questione di tempo. E allora lorsignori o cambieranno strategia commerciale o soccomberanno.

Ovviamente non è mia intenzione sparare sul mucchio, e so che ci sono alcuni (peraltro rari) casi di venditori che escono con un prezzo alto realmente giustificato da una qualità sopraffina o da una produzione realmente italiana (peraltro sempre più rara). Mi riferisco invece ai furbetti del quartiere, spesso “insospettabili”, a cominciare da ben note aziende di abbigliamento o di arredobagno-benessere che continuano ad avere il coraggio e la sfrontatezza di giocare con la dicitura “made in Italy” per quello che ormai, di “fatto in Italia” rimane solo il marchio, il marketing e qualche volta (non sempre) il design. E proporre così ai loro clienti prezzi giustificati solo da una PRODUZIONE che UN TEMPO avveniva in Italia.

Badate bene: con ciò non sto dicendo che la qualità media dei prodotti fabbricati all’ estero sia necessariamente inferiore, anzi! Sto solo dicendo che IL COSTO è sensibilmente inferiore, e se ci fosse un po’ di buon senso in più, lo dovrebbe essere anche il PREZZO al cliente finale.

Su questo discorso della qualità dei prodotti fabbricati all’ estero ci tornerò più avanti, perchè merita un approfondimento a parte.

Ora, come si sia passati da queste “intuizioni” alla “messa in opera” di un’ azienda di commercio elettronico che si sta affermando come piccola ma bella realtà italiana è un’ altra storia, che racconterò con piacere più avanti.