Articoli da ottobre 2008 ↓
Scritto da Valerio il 27 ottobre 2008 — box doccia idromassaggio
Come da titolo, con questo intervento ti volevo aggiornare (un po’ in ritardo, lo ammetto) che da qualche giorno la nostra gamma di cabine/box doccia idromassaggio (e non) si è ulteriormente allargata, comprendendo ora anche il box doccia idromassaggio Walzer, anch’ esso in sostanziosa offerta di vendita.
Insomma, abbiamo voluto mantenere intatta la linea indicata in questo articolo, ma ti garantisco che lo sforzo è notevole, data la congiuntura sfavorevole economica, monetaria e delle materie prime.
Ma nonostante tutto, se siamo ancora qui a proporre questi prezzi, è perchè il successo riscontrato da questa “promozione reiterata” è stato a dir poco entusiasmante: il basso margine che abbiamo per ogni box doccia idromassaggio venduto è ampiamente compensato dallo straordinario (per una realtà come la nostra) numero di cabinati doccia venduti, chè di miracoli non riusciremmo se no a farne.
E questo non fa altro che confermare che in un momento di oggettiva crisi come questo il “flight to quality”, in senso lato, riguarda anche e soprattutto il commercio. Ma questo sarà proprio il tema di un prossimo articolo.
Scritto da Valerio il 20 ottobre 2008 — generale
Oggi ti voglio parlare di un argomento che mi sta parecchio a cuore, e come tale ci sto parecchio attento.
L’ argomento è a dir poco abusato e sembra banale, ma ti assicuro che in realtà non lo è: la qualità dei prodotti e, per esteso, del vivere.
Intendiamoci: l’ argomento è in effetti STRA-abusato. Non ci sono produttore, venditore e consumatore che non tengano a precisare che la “qualità” è in cima ai loro orientamenti per le scelte. Benissimo.
Peccato che poi, fino a qualche tempo fa, fossero quasi tutti disposti a barattare la VERA qualità in cambio di scarpe che si distruggono dopo un mese ma, caspita, sono l’ ultimo modello Nike; oppure maglie che al primo lavaggio fanno i “pallini” molto peggio di quelle “da mercato” ma, grazie a Dio, sono Ralph Laurent; o di cellulari che sono in realtà scatolette che gracchiano ma, vorrei ben vedere, sono Sony-Ericsson.
Va da sè che la lista completa potrebbe continuare per svariate migliaia di righe…
Una cosa è comunque evidente a chiunque abbia un minimo di onestà intellettuale da ammetterlo: la qualità media dei prodotti (per lo più “di marca”) che stanno invadendo le nostre case da una decade a questa parte è in caduta libera, ma non lo sono certamente i prezzi medi.
Ma allora io mi chiedo: veramente la gente è disposta a barattare la qualità con il marchio oppure è proprio il concetto di qualità nella mente del consumatore che, per vari motivi (che sarebbe bello analizzare ma non è la sede adatta), si è livellato verso il basso come i prodotti stessi?
Mi chiedevo con terrore: cosa accadrà quando come potere di acquisto saranno soppiantate le generazioni che, anni fa, hanno fatto a tempo fare 200 lavaggi a una BUONA maglia prima di essere costretti a buttarla? Probabilmente che la PERCEZIONE di un buon rapporto qualità/prezzo nella mente del consumatore medio calerà irrimediabilmente, come caleranno sempre più i costi di produzione e però, guarda caso, saliranno sempre più i prezzi, molto al di là dell’ inflazione.
Allora era tutta una strategia aziendale da parte dei grossi nomi? Non credo. Mi spiego: molto probabilmente tutto questo era voluto, ma non si può certo parlare di “strategia” quanto invece di “tattica”. Anche qui non è il caso che mi addentri in certi discorsi, ma intravedo in questo modus operandi la stessa logica della massimizzazione dei risultati trimestrali fini a se stessi che è poi uno dei motivi principali dello scoppio della crisi dei mutui subprime: l’ arraffare, il volere tutto subito, chè del doman non v’ è certezza, e alla fine chi se ne frega: io domani mi sarò preso la mia buonuscita milionaria e sarò manager di un’ altra azienda.
Come è facile capire, quest’ ottica di brevissimo periodo, se qui e ora paga più di ogni altra, non sembrerebbe essere compatibile con una buona e SANA crescita a lungo periodo di un’ azienda.
E qui devo ricredermi su una cosa: più volte ho denigrato il piccolo imprenditore veneto con ottica “padronale” invece che “manageriale”, ma se la “managerialità” viene ormai intesa dai manager stessi come “speculazione” (quasi borsistica) e la “padronalità” (scusate il vocabolo non molto ortodosso) può portare invece a tenerci che la PROPRIA azienda cresca e prosperi anche in un futuro “remoto”, beh, allora sono disposto a invertire i rapporti di forza.
Comunque sia, e vengo finalmente al punto, da molti segnali che vedo in giro sembra che effettivamente l’ ottica di brevissimo periodo della minimizzazione dei costi a scapito della qualità e a vantaggio del profitto immediato si stia rivelando sempre più per quel che è e cioè MIOPE.
Mi capita sempre più spesso, infatti, di sentire i malumori della gente che è stufa di farsi buggerare, perfino se a buggerarla è mister Ralph Laurent, (ex?) icona intoccabile.
Mi capita sempre più spesso di incontrare gente che non ne può più di vivere nel “brutto” ed è nuovamente alla ricerca del “bello” (in tutte le sue più REALI accezioni).
Sarà per questo che, per rimanere sempre all’ interno dell’ esempio dell’ abbigliamento, la gente sta premiando sempre più marchi (non certo improvvisati) come Fred Perry oppure Nara Camicie e tutto sommato anche Benetton in rapporto al prezzo, a scapito di (ex) marchi più “blasonati” ma ormai (scusate la parola ma quando ci vuole ci vuole) “sputtanati”?
E dico ciò, ci tengo a precisarlo, assolutamente NON da “appassionato” (chè di abbigliamento me ne è sempre importato pochino pochino) ma da OSSERVATORE degli umori dei consumatori, come dovrebbe essere chiunque sia al vertice di un’ azienda. E va da sè che il concetto si estende in tutti i campi commerciali.
Comunque, per finire, questo “risveglio” che mi SEMBRA di notare nel consumatore medio non può fare altro che rallegrarmi, sia per “principio personale” che per il mero interesse dell’ azienda di cui sono co-fondatore, VB Italia Srl (www.virtualbazar.it), che della perenne ricerca della VERA qualità (anche a scapito di qualsiasi marchio “trendy”) si è da sempre assunta l’ onere, anche se non sempre facilmente perseguibile, invero.
Scritto da Valerio il 16 ottobre 2008 — impianti ad osmosi inversa
Volendo essere massimamente coerenti con la nostra filosofia, è sempre un dispiacere per noi le (rare) volte in cui, invece che annunciare una promozione o un’ offerta particolari, siamo costretti a comunicare un ritocco di prezzo verso l’ alto.
D’ altra parte è inimmaginabile pensare che, nonostante la nostra esperienza ed organizzazione, siamo immuni dagli sconvolgimenti economici globali in atto ormai da parecchio tempo.
Anzi, ti dico la verità: se dovessimo seguire esclusivamente un criterio meramente economico, almeno da sei mesi a questa parte gli aumenti avrebbero dovuti essere molto più numerosi e molto più cospicui.
Ciò per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencarti, ma pensa solo al mostruoso rialzo delle materie prime che c’ è da molti mesi a questa parte, che necessariamente va ad influire nel costo di produzione (e logistico) di un prodotto.
Questa necessaria premessa per avvisarti che abbiamo appena aumentato il costo del set completo di filtri per il sistema ad osmosi inversa a 5 stadi: passa da 39 a 49 euro.
E’ appena il caso di far notare, però, che resta comunque un prezzo assolutamente “da ingrosso”: informati su quanto ti fanno pagare in giro lo stesso kit!
Anzi, come mi è già capitato di far notare, in una risposta alla domanda di un nostro lettore, ultimamente va molto “di moda” speculare oltremodo proprio sui filtri, facendo addirittura credere di darti “gratis” (!!) l’ impianto, per poi farti stra-pagare i filtri.
Noi, come sempre (e i nostri sempre più numerosi affezionati clienti ci premiano con un entusiasta passaparola anche per quello), fuggiamo come la peste questi espedienti ai limiti della truffa di un (per noi) vecchio e ormai improponibile modo di fare business.
Ciò non toglie che comunque, appunto, stiamo pur sempre facendo business, e non beneficenza. Ergo, pur con tutta la volontà di “condividere il benessere”, contro le leggi dell’ economia non possiamo certo andare… Ma ci stiamo attrezzando!
Scritto da Valerio il 14 ottobre 2008 — telescopi riflettori e rifrattori
Come ti avevo promesso venerdì scorso, nel precedente articolo che trattava il nostro telescopio rifrattore 90/600 con inseguitore a motore, eccoti la seconda parte della trattazione a scopo divulgativo di Fabio Dalla Vecchia, mio ex compagno di università e da sempre grandissimo appassionato di telescopi e di ottica in generale.
Questa volta l’ articolo tratta del nostro telescopio riflettore 114/1000 con inseguitore a motore. Ancora una volta, lascio volentieri la parola a Fabio:
Il telescopio 114 è “IL” telescopio per cominciare. Da decenni è il telescopio con cui ha cominciato le proprie osservazioni la maggioranza degli astrofili, compresi molti di quelli che adesso giocano con i telescopi da otto metri degli osservatori professionali…
Perché il telescopio riflettore 114/1000 è il telescopio con cui hanno cominciato quasi tutti? Semplice: perché questo telescopio riflettore è il miglior compromesso tra semplicità, leggerezza, facilità di trasporto, potenza ed economicità (voi direte: “si, ma ho visto in negozio o in internet telescopi più semplici, leggeri e potenti di questo, come la mettiamo?” beh, avete provato a guardare il prezzo? Questo telescopio è da sempre un bestseller proprio perché è un ottimo compromesso, pur non eccellendo in nessuna delle caratteristiche indicate).
In questa versione in vendita su www.virtualbazar.it il telescopio 114 è tra l’altro ancora più compatto e trasportabile, in quanto pur essendo di lunga focale (1000 mm) il tubo è particolarmente compatto grazie allo schema ottico che comprende un sistema a lenti prima del piano focale (che rendono possibile la lunghezza focale citata pur con un tubo molto più corto).
Il telescopio riflettore 114/1000 di virtualbazar è dotato di montatura equatoriale EQ1, perfettamente adatta a un tubo ottico così leggero e compatto, motorizzata in ascensione retta.
Questo permette una visione degli oggetti celesti estremamente comoda, in quanto non è più necessario ricentrare continuamente il vostro soggetto nel campo dell’oculare (e ad alti ingrandimenti è incredibile quanto poco tempo impieghi un pianeta ad attraversare il campo dell’oculare!) ma ci pensa il motore a tenerlo sempre al centro del vostro campo visivo!
Il diametro di 114 mm è già rispettabile, permette di raccogliere 3,6 volte più luce rispetto a un telescopio da 60 mm, per cui con questo telescopio, oltre agli oggetti del sistema solare, possiamo spingerci con più soddisfazione tra gli oggetti del cielo profondo, con splendide visioni soprattutto osservate a bassi ingrandimenti e sotto cieli bui.
Il vantaggio di un telescopio così maneggevole, tra l’altro, è che rende particolarmente agevole lo spostamento dalle città alla ricerca di cieli effettivamente bui… avete idea di quanto sarebbe scomodo portare in giro un tubo lungo effettivamente 1000 mm, o anche più con il paraluce, nel bagagliaio della vostra automobile, per esempio?
E poi, più grande è fisicamente il telescopio più deve di conseguenza crescere in dimensioni e robustezza anche la montatura per sostenerlo efficacemente, con ulteriore aumento di ingombro e peso da trasportare…)
Ah, se siete appassionati di fotografia astronomica, sia con macchine reflex sia con le compatte, la montatura motorizzata e il diametro già generoso vi permettono anche di inoltrarvi in questo affascinante campo (in fotografia, grazie ai tempi di scatto lunghi, si riescono a visualizzare oggetti estremamente più deboli ed evanescenti di quelli raggiungibili con l’osservazione visuale).
Insomma: a meno che non dobbiate utilizzare il telescopio anche per osservazioni “terrestri” o abbiate particolari esigenze economiche, il mio consiglio è di rivolgervi sicuramente (a meno che non siate già astrofili consumati) al telescopio riflettore 114/1000 con inseguitore a motore.
Specifiche tecniche
Ottica: riflettore Newton con motlipilcatore di focale
Diametro obiettivo: 114mm
Focale: 1000mm
Apertura relativa: f/8,8
Guadagno luminoso (occhio umano =1): 265X
Potere risolutivo teorico (Dawes) = 1,0 arcsec
Magnitudine limite visuale: 12,0
Cercatore: 6×30
Montatura: equatoriale alla tedesca tipo EQ1
Motorizzazione: di serie in Ascensione Retta – bidirezionale (adatta anche all’emisfero sud)
Treppiede: in alluminio, regolabile in altezza, vassoio portaccessori
Oculari in dotazione: K20 (50X) e K10 (100X) diametro 31,8mm
Accessori in dotazione: lente di Barlow 2X, filtro solare, filtro lunare
Scritto da Valerio il 10 ottobre 2008 — telescopi riflettori e rifrattori
Qualche giorno fa ho chiesto ad un mio ex compagno di studi da anni esperto e appassionato di telescopi se avesse potuto scrivere un articolo per questo blog, con l’ obiettivo di non essere troppo tecnico (dato che il blog si rivolge a un ampio pubblico e non solo a intenditori di ottica), bensì di dare una descrizione dei nostri telescopi con inseguitore a motore , che sono attualmente in offerta di vendita, alla luce dalla sua grande esperienza e passione.
Devo dire che, nonostante gli impegni, ha accolto questa richiesta in maniera molto gentile ed entusiasta, e recentemente mi ha fatto avere un articolo inerente al nostro telescopio rifrattore 60/900 con inseguitore a motore e uno relativo al telescopio riflettore 114/1000, sempre con inseguitore a motore, che tante soddisfazioni ci hanno dato quest’ estate anche in termini di vendite (e in effetti purtroppo siamo attualmente a fine scorte e il lotto nuovo di produzione è un po’ in ritardo…).
Beh, non mi resta dunque che ringraziare e lasciare la parola a Fabio Dalla Vecchia per il primo dei 2 articoli (per il secondo, appuntamento alla prossima settimana):
Il telescopio rifrattore 60/900 con inseguitore a motore è il classico telescopio per chi comincia, leggero, maneggevole, facile da trasportare e da usare, di prezzo estremamente contenuto rispetto alle prestazioni, che permette di provare le prime emozioni scoprendo le principali meraviglie del cielo.
Le caratteristiche di questo telescopio lo rendono particolarmente adatto all’osservazione degli oggetti del sistema solare, dalla luna e il sole (con gli appositi filtri) ai principali pianeti, ma non manca di regalare soddisfazioni anche con gli oggetti più luminosi del profondo cielo (ammassi, nebulose, galassie, osservati con gli oculari a ingrandimenti minori, in particolare sotto cieli bui e trasparenti) e nell’osservazione terrestre.
Infatti il suo schema ottico senza ostruzione lo rende, dotato di un prisma raddrizzatore opzionale, un potente cannocchiale per l’osservazione di panorami (a bassi ingrandimenti) o di fauna selvatica particolarmente timida (ad alti ingrandimenti).
Con un anello adattatore è inoltre possibile trasformare questo telescopio 60/900 in un potente teleobiettivo (900 mm di focale!) per la vostra macchina fotografica, sia reflex che compatta.
La configurazione a lenti lo rende inoltre particolarmente robusto (non soggetto a scollimazioni come i telescopi newtoniani) e quindi adatto anche a utilizzatori un po’ “rudi” come potrebbero esserlo gli astrofili più giovani.
La robustezza e leggerezza di questo telescopio inoltre è una benedizione nel caso in cui viviate in luoghi soggetti a pesante inquinamento luminoso (cioè praticamente qualsiasi posto che non si trovi in aperta campagna o in montagna…) e sentiate quindi la voglia di spostarvi in luoghi più bui senza il timore di rovinare il telescopio rifrattore 60/900 con inseguitore a motore durante il trasporto.
Per inciso, la visione della volta stellata da un luogo buio non è nemmeno paragonabile a quella che si ha da una città mediamente illuminata!
Il telescopio rifrattore 60/900 con inseguitore a motore di virtualbazar.it è dotato di montatura equatoriale EQ1, leggera e robusta, perfettamente adatta a sostenere un telescopio come questo.
Inoltre la montatura è dotata di motore in ascensione retta bidirezionale (cioè adatta anche all’utilizzo nell’emisfero sud, nel caso la vostra voglia di cieli bui vi spinga ad andare a osservare dal deserto della Namibia o giù di lì) che vi permetterà, una volta puntata una stella con il cercatore a proiezione di punto rosso di dedicarvi completamente all’osservazione senza l’affano di dover continuamente ricentrare il soggetto al centro dell’oculare (e con oculari dagli ingrandimenti medio/alti le immagini si spostano molto, molto velocemente …).
Scritto da Valerio il 6 ottobre 2008 — box doccia idromassaggio, generale
E così “finalmente” sono arrivate le prime minacce dopo un articolo scritto su questo blog.
“Finalmente” perchè me le sarei aspettate anche prima, dato che, per essere un blog aziendale, lo stile scelto (che è quello poi che rispecchia il carattere mio e dell’ azienda, quindi il più onesto possibile) non è certo accomodante, e spesso va a toccare nervi palesemente scoperti.
Per carità, lungi da me fare il moralista o peggio ancora il predicatore, anche perchè nel mondo commerciale nessuno è vergine, poco ma sicuro. Però c’ è un limite a tutto, tanto per dire una (sacrosanta) banalità.
Veniamo ai fatti: pochi giorni fa un non meglio precisato responsabile di un’ azienda che commercializza box doccia idromassaggio si è soffermato su questo articolo e si deve essere talmente riconosciuto nella tematica dell’ articolo che si è convinto che l’ avessimo scritto in riferimento proprio alla sua azienda, mentre nemmeno sapevamo della sua esistenza… Coda di paglia? Ma va’?
Beh, insomma, da una rapida indagine abbiamo appurato che questa è effettivamente la classica azienda che vende la merce senza averla a magazzino, e nella fattispecie i box doccia idromassaggio. E, guarda caso, il catalogo dei box doccia idromassaggio di questa dittarella direi che si può definire parecchio “ispirato” al nostro, anche se vorrei proprio dare una bella occhiata a tutte le certificazioni e particolari costruttivi.
Intendiamoci: non che sia di per sè un delitto non avere i prodotti a magazzino (capita anche a noi e finchè non avremo la disponibilità finanziaria di una multinazionale sempre capiterà). La cosa grave è invece adottare questo modus operandi (cioè acquistare sul venduto) come SISTEMA sul quale si basa l’ azienda. Ciò è quantomeno sinonimo di mancanza di rispetto per il cliente. Ma proprio quantomeno.
Certo, perchè son capaci tutti ad avere un ampio catalogo e prevedere le agevolazioni più disparate quando si ordina “sul venduto”. Peccato che, così facendo, se la fornitura è in grosso ritardo o se addirittura non arriverà mai (e i motivi possono essere molteplici) l’ unico che ci rimette è il cliente finale, che ha dato un sostanzioso anticipo per “accapparrarsi” un modello di box doccia idromassaggio che, pensa un po’, il venditore non ha nemmeno ancora ordinato. E sappiamo tutti che il ciclo di approvvigionamento con certi paesi è di 2 mesi se tutto va bene…
Comunque, tornando a noi: ad un certo punto ci vediamo arrivare una mail da questo tipo a capo di questa “azienda” dove, oltre a esserci scritte volgarità gratuite ed irriferibili, venivamo minacciati di “vendetta” qualora non avessimo fatto sparire quell’ articolo.
Di che tipo di vendetta si trattasse non ci è dato sapere, ma due cose devono essere chiare e lampanti: la mail è stata archiviata nella cartella del nostro avvocato e l’ articolo è e sarà sempre al suo posto, a imperitura memoria del fatto che la madre degli idioti (perchè non di altro si parla in casi come questi) è sempre incinta.
Scritto da Valerio il 1 ottobre 2008 — biciclette elettriche
Come ti avevo già accennato in più parti di questo blog, ci sono sostanzialmente due problemi nell’ approcciarsi a una bicicletta elettrica, entrambi derivanti dal solito cialtronismo italiano (purtroppo non mi manca mai occasione di attaccarlo) delle mezze leggine, delle interpretazioni fantasiose, della cervelloticità delle stesse e di una burocrazia dissestata.
Il primo problema è che in tutto questo marasma è fin troppo semplice e frequente che il cliente venga bidonato dal venditore, che gli rifila un mezzo del tutto illegale, spacciandolo per una bicicletta elettrica. Per maggiori dettagli, puoi leggere questo mio articolo .
Il secondo problema è che nemmeno le forze dell’ ordine, spesso e volentieri, sono ben consapevoli della legislazione in tema, con conseguenze che, a seconda dei punti di vista, possono essere auspicabili o deleterie…
Certamente, il mio concittadino che si è beccato quasi 1400 euro di multa in un colpo solo avrebbe volentieri auspicato l’ ignoranza dei vigili in quella circostanza…
Comunque la si voglia vedere, sta di fatto che, come ti avevo detto in tempi non sospetti, le infrazioni alla normativa sulle biciclette elettriche a pedalata assistita sono tante e non vengono quasi mai punite, però sembra che ora qualcosa stia cominciando a muoversi, e anche pesantemente.
Io, per non saper nè leggere nè scrivere, e non volendo rischiare maxi-multa più sequestro del mezzo, mi affiderei a un venditore comprovatamente competente e serio… E con l’ occasione ti ricordo che le bici elettriche a pedalata assistita che vendiamo noi sono perfettamente a norma e a prova di ispezione tecnica (che abbiamo già passato con nonchalance).
NB: in questo momento le abbiamo levate dalla disponibilità perchè, ammetto, abbiamo sbagliato qualche previsione e l’ estate ci ha letteralmente prosciugato le scorte, ma torneranno disponibili il prima possibile!