Articoli da giugno 2008 ↓

Un po’ di ordine sugli impianti (o sistemi) ad osmosi inversa

Ancora una volta mi ritrovo purtroppo a parlarti di venditori non troppo corretti (per usare un eufemismo).

Questa volta parliamo degli impianti ad osmosi inversa. In tutto il web e soprattutto in ebay abbondano inserzionisti che “spacciano” per stadi di filtrazione anche il passaggio dell’ acqua sotto la lampada UV e addirittura lo stoccaggio dell’ acqua nella tanica, facendo così “magicamente” diventare il loro impianto ad osmosi inversa a 6 o 7 stadi, quando, se va bene, ariva in realtà a 5.

A questo punto forse non è troppo inutile precisare che gli stadi di filtrazione sono quelli in cui l’acqua passa attraverso delle membrane che, appunto, la “filtrano”, e definire “stadio” anche la lampada UV o addirittura lo stoccaggio dell’ acqua nella tanica è solamente un espediente per far apparire nel titolo di un’ inserzione un impianto ad osmosi inversa più efficace di quello di un altro inserzionista che invece ha le stesse caratteristiche (e a volte anche migliori) ma più competenza (od onestà?) nel descrivere il suo prodotto.

Per esempio, da qui puoi leggere quali sono i veri stadi di filtrazione del nostro sistema ad osmosi inversa.

Vorrei anche farti partecipe di un altro paio di ambiguità che esistono nelle correnti accezioni di impianto (o sistema) ad osmosi inversa.

Prima di tutto: “spacciare” un impianto ad osmosi inversa per “depuratore” d’ acqua è non solo poco corretto ma addirittura fuori legge. Si tratta infatti di un impianto che addolcisce l’ acqua, la rende più fluida e gradevole al palato, meno pesante, ma NON può essere considerato un depuratore.

Ed è per questo che l’ acqua all’ ingresso deve essere sì pesante, sì dal retrogusto ferroso o di cloro, sì con un residuo fisso alto, ma POTABILE.

Intendiamoci: ci sono anche dei casi in cui, per mezzo della filtrazione e della lampaa UV, anche un’ acqua di partenza leggermente non potabile può essere potabilizzata, ma non per questo la legge permette di “spacciarlo” per potabilizzatore o depuratore d’ acqua.

Il problema è che nell’ immaginario popolare il prodotto in questione è per lo più un “depuratore d’ acqua” (tanto che anche ebay stesso ha praticamente solo la categoria “purificatori d’ acqua” dove posizionare questi prodotti…) e così, per essere trovabili attraverso una ricerca per parole chiave, si è costretti ad inserire anche “depuratore” come keyword.

Ma l’ importante è che all’ interno della descrizione non si dia adito a questa interpretazione, come invece succede con gli stadi di fitrazone di cui parlavo prima.

Un’ ultima osservazione: più volte venditori di sistemi ad osmosi inversa sono finiti sotto processo in programmi tipo “Mi manda Rai Tre” oppure “Striscia La Notizia”.

Non è qui il caso di addentrarsi troppo nei particolari tecnici e nei principi fisico-chimici, ma tengo solo a precisare che a finire sul banco degli imputati NON sono stati i sistemi ad osmosi inversa in sè, bensì il MODO di venderli (soprattutto nella famigerata vendita diretta).

Sostanzialmente, venditori con pochi scrupoli facevano delle “dimostrazioni” dove volevano “dimostrare” come, con un sistema ad elettrolisi, l’ acqua di partenza depositasse un residuo che sembrava veramente quasi fangoso.

In realtà questo deposito era lasciato dagli elettrodi che lentamente si “sgretolavano”… Poi questi venditori ti dicevano cose del tipo: “hai visto che schifezza di acqua che hai in casa? Guarda che rischi la salute!”.

E nota che impianti ad osmosi inversa UGUALI al nostro in vendita diretta arrivano tranquillamente a 2500-3000 euro (quando va bene), per mantenere con somma speculazione tutta questa “catena di sant’ Antonio”…

Di comportamenti simili ho parlato anche in altri articoli, fra cui questo.

Inutile precisare che in realtà in quasi nessuna abitazione c’ è un’ acqua del rubinetto che sia veramente pericolosa da bere, e che quindi i sistemi ad osmosi inversa vanno usati per migliorare sotto certi aspetti le caratteristiche dell’ acqua, non certo per non ammalarsi!

Anche qui però ci sono delle eccezioni, che però non devono creare la regola: se da una parte è vero che praticamente tutti gli acquedotti italiani sono sicuri e al riparo da infiltrazioni, è altrettanto vero che così non si può dire delle tubazioni interne di tutte le case…

Dunque il consiglio è sempre quello: usare il buon senso e soprattutto ragionare di testa propria.

Il tritarifiuti o dissipatore alimentare: un po’ di chiarimenti

Approfitto della messa in promozione del nostro tritarifiuti per dare qualche flash che possa mettere un po’ di ordine alla confusione che c’ è attorno a questo prodotto.

Anzitutto: “tritarifiuti” è il nome con cui è più conosciuto e che anche noi usiamo convenzionalmente per capirci con i clienti, ma in realtà il “vero” tritarifiuti è stato messo fuori legge da parecchi anni, e quello da noi commercializzato è la sua versione legale, altrimenti detta “dissipatore domestico” o “dissipatore alimentare”.

La differenza è che il “vecchio” tritarifiuti si serviva, per tritare i rifiuti, di lame metalliche affilate e assai pericolose. Il dissipatore domestico o alimentare invece funziona con dei “martelletti” che riducono l’ umido a poltiglia.

Insomma, il “tritarifiuti” che vendiamo noi è perfettamente legale e sicuro e ovviamente, come tutti i nostri prodotti a catalogo, segue pedissequamente tutte le normative vigenti.

Altro fraintendimento che a volte viene fatto è pensare che anche il dissipatore domestico (quindi con i martelletti e a norma) sia bandito dai comuni, solo perchè in effetti qualche comune lo fa. La teoria di questi comuni è che l’ umido ridotto a poltiglia che viene scaricato dal “tritarifiuti” sia nocivo per il sistema fognario locale.

Non stento a credere che possa essere vero se quel sistema fognario è obsoleto, ma anche in questo caso si tratta più di un abuso di un ente che scarica il problema sul cittadino invece che risolverlo che altro.

Comunque sono pochi i comuni che lo proibiscono (ma ovviamente ti consiglio di informarti presso il tuo prima dell’ acquisto) e sono molti di più quelli che anzi lo incentivano. Il motivo? Semplicemente perchè “tritando” i rifiuti umidi e smaltendoli direttamente nelle fogne si abbattono drasticamente i costi di raccolta e smaltimento.

Infatti alcuni comuni prevedono anche degli incentivi per le famiglie che comperano un dissipatore alimentare. Ti consiglio di informarti se anche il tuo li prevede.

Inoltre, c’ è anche il cosiddetto “decreto Ronchi” che avrebbe dovuto essere applicato in tutta Italia entro il 2008 e prevedeva il passaggio da tassa a tariffa in tutti i comuni, con conseguente notevole risparmio a chi consegna meno rifiuti.

In questo caso il “tritarifiuti” sarebbe andato benissimo allo scopo, oltre che ovviamente avere il beneficio di ridurre, soprattutto d’ estate, i disagi legati alla permanenza dell’ umido per varie ore nei sacchetti.

Ma, come quasi tutte le leggi italiane, non è stata rispettata uniformemente e attualmente solo una parte (sebbene grande) di comuni sono passati alla tariffazione dei rifiuti, calcolata quindi non più in base alla metratura della casa ma in base alla effettiva “produzione”.

Attenzione a chi scarica il rischio imprenditoriale su di te

Una cosa di cui mi sono reso conto da quando ho cominciato a fare l’ imprenditore è che non è una posizione così invidiabile come si potrebbe pensare. Bisogna, come dire, GUADAGNARSELA.

Quante volte, quando vediamo il tale imprenditore sfrecciare con la Porsche (non è il mio caso…), con una punta di invidia abbiamo pensato: “perchè a lui sì e a me no? Ce l’ avessi io la sua fortuna!”. Ammettiamolo: tante volte.

E a volte pure a ragione, chè non sono certo rari i casi di persone che si siano trovate una fortuna fra le mani non avendo fatto niente per meritarsela o, peggio ancora, “guadagnandosela” con un comportamento poco onesto.

Eppure, vi posso garantire, la maggior parte delle volte dietro a quella Porsche ci sono sacrifici immani e molti meriti. Sarà finanche banale dirlo, ma è la pura verità. Solo ora che, assieme ad altri due soci, ho creato da zero un’ azienda e fatta crescere a ritmi vertiginosi in pochi anni, SO quanti sacrifici ci vogliono e che niente è scontato.

Anzi, l’ unica cosa scontata è che se non hai determinazione, senso del sacrificio, capacità di incassare le (parziali) sconfitte ma reagire sempre, costanza, tenacia, perseveranza, capacità di rischiare e, consentitemi, anche una buona testa, massimo entro sei mesi chiudi. A maggior ragione in un momento come quello che stiamo attraversando in cui NESSUNO può permettersi il lusso di tirare i remi in barca o di lasciarsi cadere addosso distrattamente gli eventi.

Comunque: capacità di rischiare, si diceva. E questa è forse la qualità (indispensabile) che paradossalmente si dà meno per scontata al giorno d’ oggi. E invece da che mondo è mondo è proprio il rischio che gli utili aziendali dovrebbero remunerare.

Ma guardiamoci intorno: a cominciare da molte multinazionali c’ è una vera e propria corsa a voler fare tutti gli imprenditori con i soldi (e il conseguente rischio) degli altri. E non parlo di situazioni in cui il “prestatario” del rischio è consapevole e lo fa per profitto, chè quelle son da sempre esistite e fanno parte del gioco.

Parlo di situazioni in cui chi rischia sei tu (che invece vorresti e crederesti di startene fuori da queste cose) e quindi ti assumi inconsapevolmente l’ onere del fare impresa ma non te ne fanno assumere gli onori, ovviamente.

Gli esempi si potrebbero sprecare, te ne faccio solo un paio. Guarda per esempio in che modo alcune banche e alcuni grossi loro clienti si procurano il denaro “cartolarizzando” il rischio e vendendotelo (vedi mutui subprime).

Oppure grosse aziende di informatica che lanciano sul mercato a prezzo pieno prodotti non ancora ben testati e rodati, scaricando su di te l’ onere di testarli per loro.

Ma anche nel nostro (ancora) piccolo mondo dell’ e-commerce ci sono varie “imprese” che vanno avanti con queste metodologie. Pensiamo per esempio a chi vende sistematicamente merce che non ha a magazzino (in ebay per esempio è pieno di realtà del genere): cosa sta facendo se non scaricare su di te uno dei rischi imprenditoriali più “classici”, e cioè il rischio del magazzino?

Pensaci bene, e fatti un favore: contribuisci a remunerare chi lo MERITA e lascia andare per la sua strada (a lungo andare per forza di cose disastrata) chi vorrebbe fare l’ imprenditore con i tuoi soldi senza però dividere con te alcun beneficio, anzi dandoti, nella maggior parte dei casi, solo disservizi.

Disponibile nuovo modello di pedana vibrante e differenze fra i vari tipi

Sulla battaglia finanche ridicola a colpi di merketing della mutua fra sostenitori di pedana vibrante versus sostenitori di pedana basculante avevo già scritto in un precedente articolo, a cui ti rimando.

Ora torno sulle pedane vibranti perchè abbiamo appena commercializzato un altro tipo di pedana vibrante, ovvero una pedana che esegue vibrazioni orizzontali. In pratica, a parte le dizioni, la principale differenza TECNICA fra questa e l’ altra pedana vibrante che abbiamo a catalogo è che quella appena commercializzata fa compiere delle oscillazioni (o vibrazioni che dir si voglia: non c’ è differenza da un punto di vista scientifico fra i due termini) laterali alla base in maniera parallela rispetto al piano della base stessa, mentre, come ti avevo già detto, l’ altro nostro modello compie delle oscillazioni attorno ad un asse orizzontale con la sua base. C’ è poi un’ altra grande categoria di pedane in commercio (ma che noi non abbiamo ancora testato, e quindi lo diciamo solo per la cronaca) che fanno compiere alla base delle oscillazioni verticali in alto e in basso in maniera perpendicolare rispetto al piano della base stessa.

Queste sono le due uniche definizioni tecnicamente SENSATE che si possono dare sul movimento delle nostre pedane vibranti.

E d’ altra parte a queste è ONESTO limitarsi. Perchè? Perchè non abbiamo le competenze mediche per star qui a pontificare su quali siano le differenze riguardanti gli effetti sul nostro organismo. NESSUNO (o quasi) di quelli che le vendono le ha. Anche per il fattore, non proprio secondario, che fior fior di medici (spesso prezzolati dalle aziende di turno) hanno nel tempo dato vita a “spettacolari” duelli dove, di volta in volta e a seconda dei casi, risultava uno dei tipi dotato di poteri taumaturgici e gli altri come la personificazione meccanica del male.

Anche recentemente mi è capitato di vedere di persona un confronto del genere, sulla nota trasmissione “Mi manda Rai Tre”, dove medici, fisioterapisti e professionisti del settore si lanciavano accuse a vicenda raggiungendo un livello di squallore e patetismo che ve li raccomando.

Insomma, qual è il morale della storia? Che se volete da noi un giudizio definitivo sulla differenza degli effetti sul nostro organismo di un modello piuttosto che l’ altro, non ve lo daremo mai, e non perchè vogliamo chiamarci fuori dal problema lavandocene le mani, ma perchè siamo più onesti di tanti altri che, ben consci che alla fine sono state dette solo CHIACCHIERE e nulla è ancora UNIVOCAMENTE dimostrato, nonostante tutto hanno la pretesa di dirvi la parola finale sull’ argomento.

Se proprio volete, fatevi un giretto per il web e vedrete la dimostarzione concreta di quanto ho appena detto, della pateticità di queste “scuole” che mi ricordano perfino le contrapposizioni fra la scuola di Okuto e le altre nella serie di cartoni animati di “Ken il Guerriero”. Con l’ unica differenza che quello era un cartone animato…

Ecco, cercate di informarvi e, se vi riesce, arrivate ad una conclusione: pedana a vibrazione verticale o “basculante” o ad oscillazione verticale (anche se, come detto nell’ altro articolo succitato, anche i termini in questa querelle sarebbero tutti da rivedere…)?

Beh, per non saper nè leggere nè scrivere noi ora ne abbiamo due su tre a catalogo: quella che si muove come uno stantuffo di siringa messa in orizzontale (vibrazione orizzontale) e quella che si muove come le ali di un aereo in volo (“basculante”). Probabilmente fra non molto avremo anche quella che si muove come uno stantuffo di siringa messa in verticale (vibrante con vibrazioni verticali).

A voi la scelta, ma l’ unica cosa di cui mi raccomando è di non andare a chiedere all’ oste o ai suoi collaboratori se il suo vino è il migliore degli altri…

Verricelli elettrici 2000 libbre wireless, argani elettrici 3000 lbs e verricelli elettrici nautici: quali i più adatti per la tua applicazione?

Ciao a tutti. Sono Davide Segalla, socio di VB Italia Srl e responsabile dell’ assistenza tecnica. Oggi vi parlerò dei nostri verricelli elettrici.

Con l’arrivo della stagione estiva aumenta vertiginosamente la richiesta di argani elettrici sul nostro sito http://www.virtualbazar.it/department/26/Argani-elettrici.asp . I nostri clienti sono spesso indecisi su quale modello di verricello elettrico sia il più indicato per le loro applicazioni, quindi colgo al volo l’occasione di questo blog per aiutare colui che sia interessato ai nostri argani elettrici a fare la scelta migliore.
 
Il verricello elettrico 2000 libbre wireless ed il verricello elettrico 3000 libbre sono tecnicamente molto simili, questi argani elettrici sono stati ideati originariamente per essere montati sui quad o ATV ( All Terrain Vehicle ). Ed è questo il motivo per cui la loro alimentazione è di 12V, in questo modo la batteria montata su tali veicoli può, a motore acceso, comodamente sostenere i verricelli elettrici durante il loro impiego.

Questi argani elettrici sono dotati di differenziale ad ingranaggio planetario che è in grado di trasmettere una coppia doppia rispetto ai verricelli elettrici tradizionali. 2000 LBS wireless e 3000 LBS sono inoltre dotati di entrambi i sensi di rotazione automatici, a seconda della scelta fatta dall’utente agendo sul telecomando o filocomando.

La comoda piastra in dotazione su tutti i modelli rende l’installazione del verricello elettrico molto semplice non solo sui quad, ma anche l’ancoraggio per qualsiasi altro utilizzo.

Quando un cliente deve scegliere tra questi due verricelli elettrici bisogna fare qualche considerazione specifica in merito all’utilizzo che ne deve fare, in primis è indispensabile individuare il peso di ciò che si intende tirare orizzontalmente, questo deve essere fatto non solo analizzando il peso massimo, ma studiando attentamente le tabelle prestazionali di entrambi i modelli  ( per il modello 2000 libbre wireless http://www.virtualbazar.it/product/40/Verricello-Argano-ATV-2000Lbs-wireless.asp , per il modello 3000 libbre http://www.virtualbazar.it/product/41/Verricello-Argano-ATV-3000Lbs.asp ).

Considerate con attenzione il fatto che i dati si riferiscono a sforzo orizzontale, quindi in relazione all’inclinazione dell’asse di tiro la portata massima diminuisce considerevolmente.

Entrambi questi verricelli elettrici vengono forniti con una dotazione completa di cavi di alimentazione alla batteria , comando wireless (solo per il modello 2000 lbs wireless), comando a filo, rulli passa cavo, cavo in acciaio con gancio e staffa in acciaio e libretto di istruzioni in italiano.

Riporto di seguito una lista di installazioni per cui questi verricelli elettrici sono normalmente impiegati:
- Quad.
- Trascinamento carrelli di carico (legna sabbia, ecc)
- Trascinamento slitte di carico
- Trascinamento roulotte di piccole dimensioni.
- Campeggio ( utilizzi vari )
 
Il verricello elettrico nautico da barca è invece stato ideato per essere impiegato in modo facile, veloce ed intuitivo su piccole imbarcazioni o sui carrelli delle imbarcazioni. Questo argano elettrico nautico da barca viene fornito con una copertura che lo protegge dagli schizzi e dal salso del mare.

Grazie alla manopola integrata è possibile utilizzare il verricello nautico come freno o rilasciare il cavo manualmente, in modo rapido e semplice. La maniglia di emergenza inoltre, rende possibile l’utilizzo del verricello elettrico nautico in condizioni di mancanza di energia elettrica o di carico troppo pesante.  

Il verricello elettrico nautico da barca è inoltre corredato di staffa a sgancio rapido, ideale per i carrelli, di filo comando e di cavo di collegamento alla batteria con pinze. Trovi la tabella tecnica e ulteriori spiegazioni con foto nel nostro sito http://www.virtualbazar.it/product/42/Verricello-Argano-elettrico-nautico-11000-Lbs.asp .
 
Questo verricello elettrico nautico da barca viene utilizzato normalmente per i seguenti impieghi:
 
- Carrelli: per trainare piccole imbarcazioni sul carrello.
- Imbarcazioni: per tirare la barca a riva o sul carrello.
- Trascinamento di pesi su imbarcazioni.