Articoli da maggio 2008 ↓
Scritto da Valerio il 28 maggio 2008 — biciclette elettriche
Oggi siamo stati costretti ad alzare leggermente il prezzo delle nostre biciclette elettriche, pur mantenendo un prezzo promozionale e soprattutto estremamente competitivo rispetto alla media di mercato.
Questo perchè è vero che la nostra “mission” è quella di offrire ai nostri clienti il massimo con il minimo ma è altrettanto vero che ormai questo minimo per noi nel caso delle biciclette elettriche era insostenibile, dati soprattutto i clamososi aumenti che le biciclette elettriche a pedalata assistita stanno avendo alla fonte, e cioè dal produttore.
C’ è chi dice che questi aumenti siano dovuti al petrolio, ma ultimamente mi sembra un po’ il capro espiatorio per tutto, anche se sicuramente una parte di verità c’ è.
A questo punto mi auguro solo di non essere COSTRETTI a dover rivedere in maniera sostanziale non solo i prezzi delle biciclette elettriche ma anche tutti i nostri listini in futuro, e me lo auguro soprattutto e di cuore per te…
Sarà difficile, ma vorrei riuscire a mantenere questo rapporto qualità/prezzo ancora per parecchio tempo sui prodotti che hai imparato ad apprezzare e che giustamente ti fanno molta gola a questo prezzo, e parlo soprattutto dei nostri “bestsellers”, oltre alle biciclette elettriche con pedalata assistita, cioè pedane vibranti basculanti, presse da stiro domestiche, verricelli elettrici, impianti ad osmosi inversa, box doccia idromassaggio, saune a infrarossi, biliardini, cardiofrequenzimetri e orologi multifunzione, telescopi e ionizzatori / purificatori / depuratori d’ aria.
Ma sarà difficile accontentarvi tutti… Ci proveremo.
Scritto da Valerio il 26 maggio 2008 — decespugliatori, spillatrici di birra
Oggi è ultimata “ufficialmente” e molto positivamente la fase di test per due nuovi prodotti, che abbiamo quindi inserito di pieno diritto nel nostro catalogo: la spillatrice di birra (o spillatore, o spinatrice, che dir si voglia: eh, le parole chiave…) ed il decespugliatore a scoppio.
Entrambi sono prodotti che seguono in pieno la nostra “filosofia“.
Un giorno ti spiegherò in dettaglio come si strutturano i nostri processi di test dai quali scaturisce la commercializzazione di nuovi prodotti: vedrai che non sono affatto banali.
Entrambi i prodotti sono già in “promozione ultimi pezzi” anche se appena commercializzati, in quanto il primo lotto-test è poco numeroso e preferiamo accelerare le vendite in vista dei nuovi grossi arrivi. Riguardo alla nostra politica di scorte, puoi leggere questo recente articolo.
Beh, non mi resta che dirti due parole di presentazione di questi due prodotti, al di là delle caratteristiche tecniche che puoi leggere nelle pagine del nostro sito sopra linkate.
La spillatrice di birra vuole venire incontro alle esigenze dei piccoli bar o dei privati che vogliano spillarsi la “birretta quotidiana” senza, con i tempi che corrono, dover firmare una cambiale a fine mese per gustarsi la propria birra preferita.
E’ un prodotto anche gradevole alla vista, solido, ben fatto. Può spillare e raffreddare fusti da 5 litri di birra. Per ora il prezzo è di 129 euro: probabilmente fra qualche settimana cambierà, anche se non so dirti ancora niente di più preciso.
Il decespugliatore (tagliasiepi o rasasiepi che dir si voglia) è un prodotto assai sicuro (riocorda che TUTTI i nostri prodotti seguono tutte le normative vigenti e spesso anche di più). Ha un motore a scoppio da più di 1,2 Cv e 25 cc. Inutile dirti, se ormai ci conosci, che anche questo è un prodotto con un rapporto qualità/prezzo difficilmente trovabile sia in internet che a maggior ragione fuori.
Che dire, la stagione è quella giusta per il lancio di un decespugliatore. Anzi forse è un po’ tardi, ma d’ altra parte non potevamo permetterci di commercializzarlo prima di testarlo con tutti i crismi, a maggior ragione per un prodotto potenzialmente molto pericoloso se di scarsa qualità. Per ora il prezzo è di 149 euro, per noi molto risicato: anche in questo caso è probabile che nelle prossime settimane ci siano delle variazioni.
Se vorrai acquistare la spillatrice di birra o il decespugliatore e ti andrà di lasciare un commento (anche le critiche sono ben gradite se costruttive!), questo è il luogo giusto.
Spillatrice di birra e decespugliatore con motore a scoppio, benvenuti tra i nostri prodotti e lunga vita fra di loro! (Eh, ogni tanto esagero con gli entusiasmi per i nuovi prodotti…)
Scritto da Valerio il 22 maggio 2008 — generale, pedane vibranti
Oggi voglio accennarti di uno dei numerosi progetti paralleli al sito che stiamo mettendo in piedi da un po’ di tempo a questa parte: mi riferisco alla pedana vibrante basculante con gettoniera.
Per quanto riguarda le distinzioni fra pedana vibrante, basculante, eccetera, ti rimando a questo articolo.
Nel presente articolo, per evitare le complicazioni semantiche di cui ti parlavo nell’ articolo linkato, parlerò di “pedana vibrante basculante“, anche se, come ti ho già detto, è una definizione che mi piace poco. Ma tant’ è.
La pedana vibrante basculante con gettoniera che proponiamo, a parte la gettoniera, è esattamente quella che vendiamo nel nostro sito in questa pagina.
In cosa consiste questo progetto? Semplice, diamo la pedana vibrante basculante in comodato d’ uso a chi è interessato e dividiamo gli incassi.
Da dove nasce l’ idea? Dalla considerazione che, giustamente, molte persone prima di comprarsi una pedana vibrante basculante vorrebbero avere la possibilità di provarla, ma non sempre hanno a portata di mano un negozio o un amico che la facciano testare.
In più ci sono anche persone che fanno volentieri “un giro” ogni tanto sulla pedana vibrante basculante, ma che se la comprassero la userebbero talmente poco che probabilmente non ammortizzerebbero la spesa iniziale, specie se comprata in televendita o negozio, dove i prezzi sono tuttora esagerati.
Quindi, anche in questo caso abbiamo pensato che la nostra politica di “condivisione del benessere” potesse rappresentare il giusto compromesso in una situazione come questa: chiunque può provare i potenti effetti della pedana vibrante basculante spendendo la modica cifra di 2 euro per 10 minuti e sia noi che chi la tiene all’ interno della sua attività ci guadagnamo qualcosa: insomma la quadratura del cerchio, ancora una volta.
Quali sono le attività commerciali particolarmente adatte per tenere la pedana vibrante basculante con gettoniera? Sostanzialmente, per ovvi motivi le palestre ed i centri estetici, e poi qualsiasi luogo dove la gente possa trovare in tranquillità 10 minuti per provarla: parrucchiere, bar, hall di alberghi, eccetera.
Come sta andando questo “esperimento” (perchè ancora tale è per noi)? Beh, direi piuttosto bene. Ovviamente questa non è la sede adatta per dirti i risultati economici che stanno ottenendo le pedane vibranti basculanti che abbiamo dato in comodato d’ uso finora, ma direi che hanno superato le più rosee previsioni: alla gente l’ idea di provare il trattamento fornito dalla nostra pedana vibrante basculante per 10 minuti a soli 2 euro piace!
Unico problema che abbiamo, in questo momento: non siamo ancora attrezzati per distribuirle e seguirle bene al Centro-Sud… non è che conosci un amico che potrebbe darci una mano?
Scritto da Valerio il 20 maggio 2008 — generale
Alcuni di noi di VB Italia (me compreso) sono appena tornati dalla fiera Wellness di Rimini, penso la più importante in Italia per quanto concerne fitness e benessere.
Abbiamo voluto proporre in fiera un nostro marchio depositato, portando con noi in esposizione la recumbent bike, la spin bike, il tapis roulant, la pedana vibrante (nella versione con gettoniera), il cavallo meccanico e il surf meccanico, di cui avevamo solo un prototipo e che non abbiamo ancora commercializzato.
Che esperienza è stata? Sai che un blog ha senso solo se non serve all’ azienda per auto-incensarsi, bensì per dire liberamente e senza peli sulla lingua alla propria community il proprio pensiero, il pensiero dei componenti dell’ azienda, senza paura di dover sembrare infallibili (ma ce ne sono di aziende infallibili? E uomini?)
Quindi, senza assolutamente alcun timore, ti dico in tutta sincerità che a mio avviso l’ esperienza è stata un po’ deludente. Perchè?
Perchè probabilmente noi abbiamo fatto un errore strategico a monte: mi son convinto che avremmo dovuto andare alla fiera Rimini Wellness con la parte “benessere” più che con la parte “fitness“. Semplicemente per il fatto che, anche da quanto ho potuto vedere là, con le nostre docce idromassaggio e le nostre saune a infrarossi avremmo sbancato la fiera, mentre nella parte fitness ci siamo trovati un target forse un po’ fuori fuoco: soprattutto giovedì e venerdì c’ erano molti operatori di palestre che cercavano attrezzi iper-professionali.
I nostri attrezzi da fitness sono adatti anche per palestre (ne abbiamo venduto più di qualcuno a operatori specializzati) ma forse, onestamente, sono ancor più adatti ad un pubblico privato che si allena anche a casa e vuole un attrezzo ginnico con un ottimo rapporto qualità/prezzo (e qui ci siamo pienamente) più che una apparecchiatura particolarmente professionale.
Con questo cosa voglio dire? Che con le attrezzature da fitness eravamo fra i tanti alla fiera Wellness di Rimini, mentre per quanto riguarda i box doccia idromassaggio e saune infrarossi, beh, posso assicurarti che non ne ho visti di migliori dei nostri, nè tecnicamente nè come design.
In particolare, uno degli stand più frequentati che ho visto alla fiera del Welness di Rimini è stato quello delle saune ad infrarossi, e mi son trovato a mangiarmi le mani vedendo la fila di gente che c’ era per vedere delle saune a infrarossi sicuramente inferiori alle nostre, ma ad un prezzo ben superiore. E la gente apprezzava!
Beh, insomma, come direbbe il vecchio saggio: si impara anche dagli errori!
Comunque, va da sè, l’ esperienza non è stata da buttar via, perchè abbiamo avuto vari riscontri positivi e raccolto vari contatti, anche di gente interessata alla pedana vibrante con gettoniera, che è uno dei nostri progetti, di cui sicuramente ti parlerò più avanti.
Così come, più avanti, penso di postare qualche foto e video della fiera del Wellness di Rimini edizione 2008 e del nostro stand. Quindi… stay tuned!
Scritto da Valerio il 15 maggio 2008 — generale
Ti sarà capitato forse di imbatterti in qualche nostro annuncio dove si faceva presente qualche particolare promozione legata agli ultimi pezzi disponibili a magazzino di un certo prodotto. O magari di cercarlo qualche tempo dopo e trovare nella relativa pagina la fastidiosa scritta “prodotto esaurito”.
Vorrei provare a chiarirti meglio alcune delle nostre dinamiche aziendali.
In riferimento alle promozioni: a volte capita che un prodotto sia in esaurimento e/o che dobbiamo liberare spazio in magazzino in vista di nuovi ingombranti arrivi. Spesso, per accelerare le vendite, mettiamo così alcuni prodotti in particolare promozione per alcuni giorni (o settimane, a seconda dell’ andamento delle vendite). Niente di strano: lo fanno in tanti. ma è giusto essere chiari.
Così come è giusto che il consumatore sappia che, per forza di cose, non siamo tenuti a mantenere quella promozione in eterno. So che dispiace arrivare troppo tardi può essere molto fastidioso, ma proprio per questo l’ unica cosa che posso consigliarti è di approfittare subito dell’ occasione, per non trovarti a recriminare poi.
Per esempio in questo periodo abbiamo in “ultra-promozione” i nostri pannelli e box doccia idromassaggio e in tutta sincerità non so dirti fino a quando durerà la promozione. Tuttavia mi dispiacerebbe molto che tu ci telefonassi incavolato perchè fino a qualche giorno prima potevi acquistare un box doccia idromassaggio con bagno turco Estasi a 1299 euro e ora è ritornato a 1799. Lo so, fa rabbia, ma che possiamo farci, onestamente? Se all’ Auchan o al Carrefour non compri quel cellulare in quella determinata settimana di promozione, pretendi forse le scuse della direzione?
Un altro “problema” che potrebbe capitarti è di non trovare più disponibile a magazzino il tal prodotto. Beh, qui ti posso assicurare che da parte nostra c’ è il massimo impegno per avere sempre in magazzino la merce, sia per evitare disagi ai clienti (che comunque basta guardino il sito per sapere se un prodotto è disponibile o no in quel momento) , e sia per ovviamente limitare le perdite in “mancato guadagno”.
E ti assicuro che stiamo pian piano arrivando ad avere sempre tutto disponibile, ma devi anche capire una cosa fondamentale: non siamo una multinazionale, le capacità finanziarie sono (ancora) limitate e avere sempre migliaia di pezzi in magazzino per ogni codice (che consentirebbe di far fronte praticamente a qualsiasi ordine in qualsiasi momento) è attualmente praticamente impossibile dato che non possiamo proprio permetterci il lusso di avere milioni di euro immobilizzati a magazzino.
Ma ci arriveremo, sono ottimista: abbiamo dimostrato di saper lavorare bene e i nostri clienti sono sempre più numerosi. Le premesse per continuare a crescere, anche grazie a te che ci leggi e magari parli di noi a un tuo amico, sono ottime.
Scritto da Valerio il 13 maggio 2008 — generale, pressa da stiro domestica
Oggi voglio parlarti di un prodotto che è da un bel pezzo che ci sta dando parecchie soddisfazioni. Non solo in termini di vendite, ma anche e soprattutto in termini di telefonate e mail ”di ringraziamento” da parte degli acquirenti. Come avrai capito dal titolo, si tratta della nostra pressa da stiro domestica, che può essere acquistata da sola o in bundle con il suo supporto.
Che dire: la descrizione tecnica della nostra pressetta da stiro domestica la puoi trovare nell’ apposita pagina del prodotto, nel nostro sito www.virtualbazar.it.
Il libretto di istruzioni della pressa da stiro è direttamente scaricabile in fondo alla pagina della descrizione, e più precisamente da questo link.
Ma, come ti dicevo, non è tanto sull’ aspetto tecnico che voglio soffermarmi in questo articolo, quanto in un paio di curiosità/aneddoti che vorrei condividere con te.
La prima è che alcuni clienti trovano nel nostro sito la pressa da stiro domestica Familypress (che è quella che vendiamo noi) e, non ho ancora ben capito perchè, sono convinti si tratti della celeberrima Elnapress. Probabilmente perchè è il punto di riferimento più famoso (e costoso…) per la categoria.
Va da sè che da NESSUNA parte noi scriviamo che questa pressetta da stiro domestica sia la Elnapress, eppure qualcuno l’ ha comprata ritenendola tale e… non si è accorto della differenza!
Beh, probabilmente la Elnapress ha qualche funzione in più, ma non tale da giustificare una tale differenza di prezzo con la nostra pressa da stiro domestica Familypress! Il motivo di queste (assurde) differenze? Sempre il solito. E voglio confidarti un “segreto” che ti farà capire un po’ meglio il meccanismo di alcune cose:
questa pressa da stiro domestica sta per essere immessa sul mercato da un notissimo marchio italiano di elettrodomestici e climatizzatori, che (come noi) la importerà dal Far East e probabilmente usufruirà anche dei miglioramenti tecnici che noi di VB Italia Srl abbiamo fatto fare nel tempo, e assai probabilmente riuscirà ad avere l’ esclusiva di distribuzione. Come dire: cornuti e mazziati.
Noi, ma anche i consumatori che si troveranno LA STESSA pressa da stiro domestica ”semplicemente” con un marchio più famoso ad un prezzo ben più alto.
Ma non è ancora detta l’ ultima parola: ti terremo aggiornato.
Ultimo aneddoto che volevo per oggi raccontarti è questo: una volta mi è capitato di ricevere una telefonata da parte di un cliente della nostra pressetta da stiro domestica che, come prima cosa, mi ha detto entusiasta: “grazie, voi avete fatto contenta mia moglie!”. Vi lascio immaginare i brevi istanti di imbarazzo che ho avuto dopo un’ affermazione del genere, che potrebbe anche dar luogo a qualche interpretazione un tantino maliziosa…
E invece quel che voleva dire questo nostro cliente era che la nostra pressa da stiro domestica aveva notevolemente semplificato la vita di lavoratrice/casalinga della moglie, e ci ringraziava di cuore per questo. Di telefonate forse un po’ meno “ambigue” ma altrettanto entusiaste ne abbiamo comunque ricevute molte, così come mail e che dire… fanno veramente piacere. Perchè?
Perchè purtroppo fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, si dice, quindi ovvio che le (pochissime, a onor del vero) lamentele che subiamo restino più impresse del feedback entusiasta di centinaia di clienti, anche perchè (chissà come mai) se un cliente è contento del prodotto/servizio non sempre ti telefona per dirtelo, ma chissà perchè se il pacco arriva un quarto d’ ora dopo del momento che il cliente pensa dovrebbe arrivare, puntuale ti arriva la telefonata di protesta…
Ma, come dicevo prima, è una cosa normalissima anche per la migliore azienda al mondo, fa parte del gioco, e noi siamo serenissimi perchè sappiamo benissimo che, pur con le purtroppo inevitabili inefficienze dei corrieri e altri piccoli e rari fastidi, si è formato uno zoccolo duro di clienti affezionatosi a noi perchè consapevole del rapporto qualità/prezzo dei nostri prodotti e della nostra professionalità.
E l’ aspetto interessante e stimolante è che questo zoccolo duro non è formato solo dai nostri prodotti più “importanti” come box e cabine doccia idromassaggio, vasche idromassaggio, saune ad infrarossi, impianti ad osmosi inversa, biciclette elettriche… ma anche da ottimi “gregari” quali, appunto, presse da stiro domestiche, verricelli, orologi multifunzione, dissipatori domestici, biliardini, fitness in generale (soprattutto la nostra sempreverde pedana vibrante), lettini per massaggi, gasatori, contamonete, telescopi, purificatori d’ aria, ionizzatori, e molto altro.
Come vedi, sì: siamo un vero e proprio “bazar virtuale”, ma, spero si sia capito, non nell’ accezione più negativa della parola “bazar”, bensì nell’ accezione di un sito di e-commerce che raccoglie prodotti mai banali, bensì ricercati e seguiti con amore e orientamento al cliente, come avrai letto nella nostra breve presentazione in questo blog e nel nostro sito.
Vorrai scusarmi se son partito parlando della pressetta da stiro domestica e poi ho divagato un po’, ma anche questo fa parte del significato che intendiamo dare a questo blog
Scritto da Valerio il 8 maggio 2008 — box doccia idromassaggio, generale
Come ti accennavo l’ altro giorno in questo articolo, una delle colonne portanti della nostra filosofia aziendale è la “condivisione del benessere” con i nostri clienti. E chiaramoci subito: non è che ci sentiamo dei missionari, anzi un buon profitto deve necessariamente essere il faro per ogni azienda (che non sia no-profit), per definizione.
Solo che, torno a dirti, siamo convinti che non trattare il cliente come una vacca da mungere ma, per quanto possibile, farlo entrare dalla porta principale in un certo “circolo virtuoso commerciale” sia una strategia che, alla lunga, massimizzerà il nostro profitto. Ciò perchè, nonostante tutto, crediamo nella razionalità umana.
Oggi prendo al volo l’ occasione per farti un esempio concreto di questo circolo virtuoso, in cui possono coesistere gli interessi del cliente e dell’ azienda:
giusto ieri abbiamo messo in “ultra-promozione” i nostri box doccia, pannelli doccia idromassaggio e box doccia idromassaggio: una linea di prodotti di cui andiamo particolarmente orgogliosi.
E non dico “ultra-promozione” a caso, perchè già i prezzi di listino erano veramente ottimi, e TUTTE, dico TUTTE le persone che venivano nella nostra show-room a Schio a vedere questi box doccia se ne uscivano con commenti del tipo:
“ma come fate a vendere questi splendidi box doccia idromassaggio multifunzione, con ozonoterapia, cromoterapia, radio, telefono, vasca idromassaggio, bagno turco a questi prezzi? Ma state liquidando il magazzino? In tutta la provincia non ho trovato negozi con prodotti di simile qualità che li vendessero a meno del doppio”… e commenti simili.
E figurati ora che abbiamo notevolmente ridotto i prezzi in questa promozione cosa ci diranno! Ci prenderanno veramente per pazzi, oppure per imprenditori poco avveduti… Beh, non mi preoccupa più di tanto, perchè comunque io so che il nostro piccolo margine riusciamo ancora a farlo lo stesso (per i motivi che riassumiamo qui e qui) e abbiamo un cliente talmente entusiasta di poter usufruire di tutto quel ben di dio per (relativamente) pochi spiccioli che sicuramente ci farà una pubblicità (gratuita!) eccezionale: e il passaparola, ti posso assicurare, è la forma migliore di pubblicità.
Ovvio: conditio sine qua non di questa politica è non essere ingordi, non volere tutto e subito, non voler avere il 90% di margine come tanti, troppi altri. Ma sono “sacrifici” che un’ azienda lungimirante sopporta ben volentieri.
Ah: più avanti, giustamente, ti racconterò che effetti avrà avuto questa “ultra-promozione“: son curioso anch’ io!
Scritto da Valerio il 6 maggio 2008 — generale
Ieri in questo articolo ti accennavo a quella che si potrebbe chiamare “regola del buon senso” e che dovrebbe valere per ogni produttore/rivenditore/commerciante, più in generale per ogni imprenditore. Sostanzialmente: ci sono delle furbate che pagano subito, come l’ aumento sconsiderato dei prezzi dopo l’ euro o la loro sostanziale invarianza nonostante i forti cali dei costi dovuti alla globalizzazione.
Ma queste furbate, nel lungo periodo, sono convinto si riveleranno un boomerang per l’ immagine e la credibilità delle aziende (anche e soprattutto famosissime) che le hanno adottate. Perchè? Perchè il buon senso dice che non puoi continuare per anni a prendere in giro delle persone che, anche e soprattutto con l’ aiuto di internet, si rivelano sempre più informate e consapevoli.
Insomma, una strategia solo apparentemente furba, ma in realtà assai miope.
Però, a volte, debbo ammettere che questa mia convinzione subisce dei forti scossoni. Soprattutto quando vedo che c’ è gente che preferisce ancora comperare un prodotto in televendita, e magari addirittura domandano a te, che hai un prodotto anche di qualità migliore ma che ovviamente costa meno, se il motivo di questo prezzo minore sia da ricercarsi in una scarsa qualità…
Stesso dicasi per chi preferisce comperare i prodotti da “catena di S. antonio”, quelli in cui viene il commerciale a farti la dimostrazione in casa e magari ti fa quello sconto lì proprio perchè gli sei simpatico, e se lo facesse con tutti la sua azienda si ridurrebbe alla fame, poverini.
E tanti ma tanti esempi del genere si potrebbero ancora fare.
Ebbene, a volte, in maniera forse un po’ drastica, mi viene da chiedermi:
possibile che in pieno 2008 ci siano persone che non hanno ancora capito come gira il mondo su queste cose? Possibile che ci siano ancora persone che preferiscano pagare il doppio o il triplo del giusto valore di un prodotto con l’ unico effetto di sorbirsi nel prezzo anche gli onerosi costi pubblicitari e/o dar da mangiare LAUTAMENTE a lunghe ma insensate catene commerciali?
Insomma, vuoi un prodotto che sia buono ma pagato il GIUSTO o vuoi fare beneficenza? Beh: io preferisco farla a chi ne ha sul serio bisogno. Non so tu.
Ma Sant’ Iddio, non è forse evidente che se io compero un prodotto a 150 quando in internet posso anche trovarlo a 50 la stragrande maggioranza delle volte non è l’ azienda di e-commerce che ti sta imbrogliando o ti sta vendendo un prodotto scarso ma è l’ azienda dai molteplici passaggi commerciali che non te la racconta del tutto giusta convincendoti che quella che paghi è solo la qualità del prodotto?
Ecco: scusa il gioco di parole, ma evidentemente non è evidente.
Però, come dicevo prima, probabilmente sono io ad essere un po’ drastico: non posso pretendere che, dopo decenni di “lavaggio del cervello”, l’ avvento di internet cambi tutto in pochi anni.
Eppure resto convinto: ormai sempre più gente è informata sul valore REALE di un prodotto e quale sia un ottimale rapporto qualità/prezzo, e il gioco delle 3 carte ha i giorni contati. E ciò mi dà forza, perchè questo lento ma costante e inarrestabile (a meno di provvedimenti anti-democratici) aumento di consapevolezza non può che favorire aziende come la mia.
Però, che devo dirti, mi piacerebbe che ciò avvenisse in tempi ancora più brevi. E non sarebbe mica difficile, eh: basterebbe solo che, prima di fare un acquisto, ognuno usasse un po’ di vecchio sano buon senso. Secondo te è chiedere troppo?
Scritto da Valerio il 5 maggio 2008 — pedane vibranti
Scusa questo mio piccolo sfogo, ma devo ammettere che comincio a non poterne più di domande tipo “ma la vostra pedana è vibrante o basculante?” oppure “ma è meglio la pedana vibrante o basculante?”
Intendiamoci: non ce l’ ho con chi pone queste domande, che spesso poi diventa nostro cliente e che quindi debbo solo ringraziare. Ce l’ ho con quelli che l’ hanno messo nelle condizioni di dover fare questa domanda. Cosa voglio dire? Voglio dire che il mercato delle pedane vibranti si è rivelato talmente florido che, guarda caso, i “masters of puppets” (così mi piace chiamare chi manovra i fili dall’ alto) hanno cominciato a contendersi i clienti fra di loro a colpi non di innovazioni tecniche, e neppure di buone tecniche di marketing, ma di marketing di serie B, della mutua, da dopolavoristi, insomma, come diavolo volete chiamarlo.
E allora cos’ hanno ben pensato di fare (complice probabilmente anche una scarsa dimestichezza con un minimo di linguaggio scientifico)? Hanno ben pensato di riempire la testa dei potenziali clienti di paroloni come “basculante”, “vibro-basculante” e derivati e, come capolavoro finale, accendere una insensata competizione tra “pedana vibrante” e “pedana basculante”.
Perchè insensata? Non intendo insensata da un punto di vista tecnico, chè, per carità, i motivi per scegliere le une invece che le altre ci sono (anche se nemmeno i produttori li hanno ben capiti). Intendo insensata da un punto di vista semantico, di significato. Voglio dire: basterebbe essere arrivati abbastanza svegli fino alla terza media per ricordarsi che, da un punto di vista fisico, la basculazione è un particolare tipo di oscillazione, la quale è un particolare tipo di vibrazione.
E’ quindi insensato porre la questione in questi termini, ma purtroppo dall’ alto gli uomini di marketing così hanno deciso e il danno ormai è fatto. Ora sta a noi piccoli e umili (ma fortunatamente non ignoranti, almeno non tutti…) venditori cercare di capire ogni volta cosa il cliente intenda esattamente per pedana vibrante, pedana basculante, pedana oscillatoria, pedana vibro-basculante e via così.
Sì, perchè, oltre ad aver praticamente identificato con sinonimi concetti diversi, si sono date anche “vulgate” diverse per lo stesso termine… Il tutto a discapito soprattutto del povero cliente che non sa più come raccappezzarsi in questa confusione creata ad arte. Su quali siano le differenze reali fra un tipo di pedana vibrante (le chiamo tutte così perchè come avrai capito “vibrante” è fisicamente e tecnicamente un termine adatto a tutte, contrariamente a ciò che vorrebbero farti credere) e un altro tipo di pedana vibrante ci tornerò sicuramente sopra a breve.
Per oggi mi accontento di dirti “ufficialmente” che tipo di pedana vibrante vendiamo noi:
la nostra è una pedana vibrante che compie delle oscillazioni lungo un asse orizzontale a frequenze variabili ed impostabili, e ti assicuro che da un punto di vista tecnico è una delle poche definizioni che abbiano un senso e un significato.
Provo a farti un esempio: immagina un aereo in volo; immagina che il corpo di quest’ aereo sia l’ asse orizzontale e che le ali siano la base della pedana vibrante: quando una si alza l’ altra si abbassa e viceversa. Immagina tutto questo ad alte frequenze e andrai vicino ad immaginare il reale movimento della nostra pedana vibrante.
Ora: ci sono “santoni” che dicono che questo movimento sia largamente preferibile ad altri e “santoni” che dicono il contrario con la stessa (apparente) convinzione. Io non sono un medico ma un ingegnere e in tutta onestà e deontologia non me la sento di darti una parola definitiva, tuttavia ti posso assicurare che della nostra pedana vibrante nessuno si è mai lamentato e anzi abbiamo clienti entusiasti che telefonano e mandano mail ogni giorno. Ma comunque un piccolo approfondimento te lo devo: in un prossimo articolo, però.
Scritto da Valerio il 5 maggio 2008 — biciclette elettriche, generale
Parlare di “filosofia” per cose futili mi è sempre stato un po’ antipatico. Infatti all’ inizio non la chiamavo così ma con altri appellativi meno “nobili”. Poi mi hanno convinto che, se applicata con convinzione, determinazione e costanza come ci sforziamo di fare noi (e non rimane così il solito slogan da markettari di serie B), la nostra mission è effettivamente “nobile”. E così ho deciso di chiamarla con questo nome.
Già, ma venendo al dunque, come è nata la nostra filosofia, che puoi trovare brevemente enunciata qui e qui?
Ti potrei raccontare numerosi aneddoti ed episodi in proposito, ma non voglio rischiare di annoiarti. Mi limito a raccontartene uno, il principale.
Come praticamente tutti, anche io, all’ entrata in vigore dell’ euro, mi sono veramente inc… avolato per la vergognosa speculazione che ha accompagnato il suo avvento. Vedere scritto a listino “6 €” a fianco a quella coppetta di gelato che nello stesso posto (un bar di villeggiatura) l’ anno prima avevo pagato 6000 lire, da persona parecchio sensibile alle “ingiustizie” come sono io mi ha parecchio turbato.
Sì, penso di non esagerare. Ho cominciato ad approfondire un po’ l’ argomento, ma apparentemente non se ne usciva: era un osceno scaricabarile fra commercianti, agenti, grossisti, importatori, produttori, terzisti, dove ognuno, un po’ come i nostri politici, sembrava aver ragione. Eppure la logica ci insegna che non possono aver ragione contemporaneamente 2 persone che da una identica premessa arrivino a conclusioni opposte…
Allora dove stava l’ inghippo? Diciamo che fra premesse e conclusioni di questi personaggi, più che passaggi logici c’ erano passaggi retorici e dialettici, dove, più che l’ aderenza alla realtà e al principio di non contraddizione, contava la capacità di persuasione, ancora una volta come con i nostri politici.
Ma non voglio addentrarmi troppo nell’ argomento, altrimenti risulterei pesante. Ti basti invece sapere che proprio in contemporanea a questo risentimento, stavo covando la voglia di creare un’ azienda in cui avrei potuto riconoscere me stesso e contemporaneamente, per ovvi motivi, guadagnarci. E bene, se possibile.
Ho cominciato a chiedermi: è possibile farlo senza però “approfittarsi” di qualche categoria di persone? E’ possibile coniugare mentalità da imprenditore con mentalità da consumatore? E’ possibile condividere il benessere?
Non avevo ancora una risposta, l’ avrei trovata qualche tempo dopo.
Quasi contemporaneamente alla nascita di questo risentimento, ho avuto la necessità di procurare una bicicletta elettrica a mia madre, che per motivi di salute necessitava di una “pedalata assistita“. Mi sono messo a guardarmi un po’ attorno ma i prezzi delle bici elettriche che vedevo erano veramente inavvicinabili.
Nello stesso periodo Davide, che sarebbe diventato uno dei miei due soci, tornato da uno dei suoi frequenti viaggi all’ estero (per il suo ex lavoro di capo-ufficio tecnico in una nota azienda del vicentino), mi fece notare che i prezzi di importazione di biciclette elettriche di qualità pari o anche superiore a quelle che avevo visto io erano largamente inferiori ai prezzi da negozio. Stiamo parlando di qualche anno fa: ora la situazione, quantomeno delle biciclette elettriche, forse anche minimamente per merito del nostro contributo, è un po’ migliorata.
Insomma, morale della storia: io sono riuscito a procurare a mia madre una bici elettrica ad un prezzo SENSATO e contemporaneamente ho avuto la risposta alle domande che ponevo qualche riga sopra: sì, è possibile fare business che sia GIUSTAMENTE remunerativo, non approfittandosene di nessuno, usando la propria consapevolezza e sensibilità di consumatore avveduto per POTENZIARE il business, e infine, riuscendo nel proprio piccolo a CONDIVIDERE BENESSERE. E, nota bene, non ci voleva tanto: solamente un po’ di BUON SENSO.
Sì, parlo di buon senso perchè andare a produrre in Cina per ridurre i propri costi ma poi mantenere invariati i prezzi o addirittura, complice l’ euro, raddoppiarli (aumentando così enormemente il proprio margine ma non condividendo con nessun altro il beneficio di un costo minore di produzione) è apparentemente una strategia “furba” ma assai poco lungimirante, a mio parere.
Non hai a che fare con bestie da soma, hai a che fare con persone che fra l’ altro, anche e soprattutto con l’ aiuto di internet, hanno negli ultimi anni aumentato la loro consapevolezza di consumatori e giustamente alla lunga queste cose te le fanno pagare. Su questo argomento ci tornerò volentieri più avanti.
Tornando a noi: hai idea dell’ impatto che ha avuto e che ha tutt’ ora la terna “competenze, organizzazione, internet” nel mercato globale? Beh, noi di virtualbazar.it ne sappiamo qualcosa: all’ inizio non eravamo proprio nessuno e non facevamo nemmeno il solletico ai grossi “player” di mercato.
Ora continuiamo ad essere una realtà molto piccola ma abbiamo cominciato, con l’ aiuto di qualche altra azienda simile alla nostra, a dare MOLTO fastidio a lorsignori (sì, sto parlando a voi che avete ancora il coraggio di proporre impianti ad osmosi inversa a 2000 euro, pedane vibranti a 1000, box doccia idromassaggio a 10000, verricelli a 300, tritarifiuti a 800, biciclette elettriche a 900…).
Ora questi hanno giustamente PAURA del confronto (per loro impietoso) con l’ e-commerce (e tempo fa me lo confermava anche “confidenzialmente” il buyer di una grossa e nota azienda). Intendo con l’ e-commerce SERIO, che purtroppo stenta ancora a decollare come si deve in Italia. Ma decollerà, su questo non c’ è dubbio: è solo una questione di tempo. E allora lorsignori o cambieranno strategia commerciale o soccomberanno.
Ovviamente non è mia intenzione sparare sul mucchio, e so che ci sono alcuni (peraltro rari) casi di venditori che escono con un prezzo alto realmente giustificato da una qualità sopraffina o da una produzione realmente italiana (peraltro sempre più rara). Mi riferisco invece ai furbetti del quartiere, spesso “insospettabili”, a cominciare da ben note aziende di abbigliamento o di arredobagno-benessere che continuano ad avere il coraggio e la sfrontatezza di giocare con la dicitura “made in Italy” per quello che ormai, di “fatto in Italia” rimane solo il marchio, il marketing e qualche volta (non sempre) il design. E proporre così ai loro clienti prezzi giustificati solo da una PRODUZIONE che UN TEMPO avveniva in Italia.
Badate bene: con ciò non sto dicendo che la qualità media dei prodotti fabbricati all’ estero sia necessariamente inferiore, anzi! Sto solo dicendo che IL COSTO è sensibilmente inferiore, e se ci fosse un po’ di buon senso in più, lo dovrebbe essere anche il PREZZO al cliente finale.
Su questo discorso della qualità dei prodotti fabbricati all’ estero ci tornerò più avanti, perchè merita un approfondimento a parte.
Ora, come si sia passati da queste “intuizioni” alla “messa in opera” di un’ azienda di commercio elettronico che si sta affermando come piccola ma bella realtà italiana è un’ altra storia, che racconterò con piacere più avanti.